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Addio a Remo Salvadori, l’artista della contemplazione: aveva 79 anni

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E’ morto a 79 anni Remo Salvadori: fu tra i protagonisti più rigorosi dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento

Addio a Remo Salvadori, l’artista della contemplazione: aveva 79 anni

E’ morto a 79 anni Remo Salvadori: fu tra i protagonisti più rigorosi dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento

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Addio a Remo Salvadori, l’artista della contemplazione: aveva 79 anni

E’ morto a 79 anni Remo Salvadori: fu tra i protagonisti più rigorosi dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento

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Remo Salvadori è morto a 79 anni. Con lui scompare una delle figure più rigorose e appartate dell’arte contemporanea italiana, un autore che ha attraversato oltre mezzo secolo di ricerca mantenendo una posizione indipendente, distante dalle mode e dalle appartenenze artistiche. La notizia della scomparsa è stata annunciata dall’Adnkronos.

Viveva e lavorava a Milano, città in cui si era stabilito nel 1972 dopo aver lasciato Firenze, dove aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti. Fin dagli esordi aveva scelto un percorso personale, evitando di aderire pienamente a movimenti e correnti. Pur entrando in dialogo con il clima sperimentale degli anni Sessanta e Settanta e condividendo alcune tensioni dell’Arte Povera, Salvadori sviluppò un linguaggio autonomo, costruito attorno al rapporto tra materia, tempo, spazio e percezione.

La sua opera si è sempre mossa in una dimensione lontana dalla spettacolarizzazione. Per Salvadori l’arte non era rappresentazione, ma esperienza e conoscenza: un processo lento, meditativo, in continua trasformazione. Una ricerca coerente che negli anni ha costruito un’identità riconoscibile e profondamente personale.

La consacrazione internazionale arrivò con la partecipazione a più edizioni della Biennale di Venezia, nel 1982, nel 1986 e nel 1993, e a Documenta di Kassel, uno degli appuntamenti più importanti dell’arte contemporanea mondiale. Nel corso della sua carriera prese parte a numerose esposizioni internazionali, collaborando con alcuni dei principali curatori del panorama artistico.

Nel 2025 Milano gli aveva dedicato una grande retrospettiva curata da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, articolata tra Palazzo Reale, Museo del Novecento e la chiesa di San Gottardo in Corte. Un riconoscimento significativo per un artista che aveva fatto della misura, del tempo e della contemplazione la cifra essenziale del proprio lavoro.

Di Camilla Parigi

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