Bergamo, il trapper Bello Figo a processo per violenza sessuale: nega le accuse
Il trapper Bello Figo è accusato per presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza all’epoca 15enne. Nega le accuse
Bergamo, il trapper Bello Figo a processo per violenza sessuale: nega le accuse
Il trapper Bello Figo è accusato per presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza all’epoca 15enne. Nega le accuse
Bergamo, il trapper Bello Figo a processo per violenza sessuale: nega le accuse
Il trapper Bello Figo è accusato per presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza all’epoca 15enne. Nega le accuse
Bello Figo, all’anagrafe Paul Yeboah (classe 1992), è imputato a Bergamo in un processo per presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. Secondo l’accusa, l’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2023, dopo un concerto del rapper al locale Vibe di Treviolo (in provincia di Bergamo). La giovane, oggi maggiorenne, ha raccontato in aula di aver conosciuto l’artista durante la serata. Dopo aver rifiutato un invito a proseguire la notte insieme e un secondo invito a raggiungerlo in camerino, sarebbe stata accompagnata lì da un bodyguard mentre si trovava con gli amici.
Nel corso dell’udienza del 2 aprile 2026, davanti alla pm Chiara Monzio Compagnoni e al collegio presieduto dalla giudice Donatella Nava, la ragazza, ha riferito che, una volta nel camerino, il cantante si sarebbe avvicinato a lei e a un’altra giovane e avrebbe posato per alcune foto. In seguito, sempre secondo il suo racconto, l’avrebbe palpeggiata stringendole il fondoschiena per alcuni secondi. La giovane ha inoltre dichiarato di aver cercato di uscire, ma di essere stata inizialmente fermata dal bodyguard, che le avrebbe poi permesso di andare via dopo aver salutato il cantante con un bacio sulla guancia. Nei giorni successivi, alcune immagini scattate nel camerino sono state pubblicate sui social, generando numerosi commenti che hanno coinvolto le due ragazze.
Il trapper respinge ogni accusa. I suoi legali, Carmine Migale, Giovanni Tarquini ed Enrico Fontana, sostengono che la denuncia sia legata al disagio provocato dalla diffusione delle immagini online. È stata inoltre avanzata un’offerta di risarcimento di 2.500 euro per il danno morale derivante dai commenti sui social. L’imputato era presente in aula e verrà ascoltato nella prossima udienza, fissata per l’8 ottobre.
Di Camilla Parigi
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- Tag: cronaca
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