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Il giornalista Roberto Arditti è in stato di morte cerebrale. Il bollettino dell’ospedale San Camillo di Roma

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Il giornalista Roberto Arditti, 60 anni, è in stato di morte cerebrale. Lo rivela un bollettino dell’ospedale San Camillo di Roma

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Il giornalista Roberto Arditti è in stato di morte cerebrale. Il bollettino dell’ospedale San Camillo di Roma

Il giornalista Roberto Arditti, 60 anni, è in stato di morte cerebrale. Lo rivela un bollettino dell’ospedale San Camillo di Roma

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Il giornalista Roberto Arditti è in stato di morte cerebrale. Il bollettino dell’ospedale San Camillo di Roma

Il giornalista Roberto Arditti, 60 anni, è in stato di morte cerebrale. Lo rivela un bollettino dell’ospedale San Camillo di Roma

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È appena arrivato un nuovo aggiornamento sulle condizioni di Roberto Arditti, giornalista di 60 anni colpito da un infarto nella notte: è in stato di morte cerebrale.

“Le condizioni di Roberto Arditti, ricoverato dalla notte in terapia intensiva in seguito a arresto cardiaco, sono estremamente gravi. L’uomo è sottoposto a un supporto intensivo delle funzioni vitali. La prognosi è strettamente riservata”. Questo quanto emerge dal bollettino ufficiale diffuso dall’ospedale San Camillo di Roma.

Chi è Roberto Arditti

Roberto Arditti, giornalista e già direttore del quotidiano Il Tempo. Nato a Lodi nel 1965, Arditti ha costruito una lunga carriera tra informazione, comunicazione istituzionale e televisione. Dopo gli inizi nel mondo della politica, lavorando al fianco di Giovanni Spadolini, si afferma nel giornalismo diventando direttore delle news di RTL 102.5 negli anni Novanta. Nel corso della sua carriera è stato autore del programma Porta a Porta e direttore del quotidiano Il Tempo, oltre a ricoprire incarichi nel campo della comunicazione, tra cui quello per Expo 2015.

Negli ultimi anni era direttore editoriale di Formiche e presenza fissa nei talk televisivi, dove si distingueva per le sue posizioni nette su politica interna e scenari internazionali. La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama dell’informazione italiana, dove per decenni ha contribuito al confronto pubblico con uno stile diretto e spesso provocatorio.

Un ricordo commosso e partecipato da tutti noi de La Ragione.
Una notizia terribile e impossibile da commentare.

Di Camilla Parigi

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