Bordighera, Beatrice (2 anni) “costretta a fumare una canna”
Ci sono nuovi – e sconvolgenti – dettagli riguardanti la morte della piccola Beatrice, la bambina che ha perso la vita all’età di 2 anni lo scorso 9 febbraio nella casa dove viveva insieme alla madre e alle sorelle a Bordighera (Imperia, Liguria)
Bordighera, Beatrice (2 anni) “costretta a fumare una canna”
Ci sono nuovi – e sconvolgenti – dettagli riguardanti la morte della piccola Beatrice, la bambina che ha perso la vita all’età di 2 anni lo scorso 9 febbraio nella casa dove viveva insieme alla madre e alle sorelle a Bordighera (Imperia, Liguria)
Bordighera, Beatrice (2 anni) “costretta a fumare una canna”
Ci sono nuovi – e sconvolgenti – dettagli riguardanti la morte della piccola Beatrice, la bambina che ha perso la vita all’età di 2 anni lo scorso 9 febbraio nella casa dove viveva insieme alla madre e alle sorelle a Bordighera (Imperia, Liguria)
Ci sono nuovi – e sconvolgenti – dettagli riguardanti la morte della piccola Beatrice, la bambina che ha perso la vita all’età di 2 anni lo scorso 9 febbraio nella casa dove viveva insieme alla madre e alle sorelle a Bordighera (Imperia, Liguria).
O meglio, i dettagli riguardano la vita di Beatrice.
Come vi avevamo raccontato lo scorso 30 maggio. Quel giorno è stato arrestato Manuel Iannuzzi – indagato dalla Procura -, il compagno di Emanuela Aiello, la madre della piccola.
Aiello – lo ricordiamo – era stata già arrestata nelle ore successive alla morte di Beatrice.
Nel cellulare dell’uomo sono stati trovati foto (dei lividi della bimba) e video choc.
Bordighera, la piccola Beatrice “costretta a fumare una canna”
Il filmato mostrava Beatrice mentre veniva costretta a fumare una sigaretta.
Ora, secondo quanto reso noto dalle carte della pm, non si trattava di una sigaretta bensì di una canna contenente presumibilmente marjuana o hashish.
Beatrice in quel video (ovviamente) quando “fumava” (pensare di usare questo verbo per una bimba di 2 anni è quasi inimmaginabile) scoppiava a piangere mentre gli adulti… ridevano.
Fondamentali per le indagini sono state le testimonianze delle sorelle della piccola, di 7 e 9 anni.
Le bambine hanno raccontato di ciò che Beatrice e loro stesse (non al livello – assurdo – della sorellina) ricevevano.
Ma non solo: hanno parlato di richieste (rivelatesi purtroppo inutili) di chiamare i soccorsi quando Beatrice stava molto male.
Secondo l’accusa, la madre e il compagno avrebbero anche infatti omesso di chiedere aiuto e tentato di nascondere quanto accaduto.
Anche – e ancor di più – il giorno in cui Beatrice è morta.
E quando gli amici della madre chiedevano a Manuela di far vedere la figlia ai medici, lei diceva di “non averla portata in ospedale per non farla visitare”. Perché sennò “il nonno paterno ne avrebbe approfittato per chiedere l’affido delle bimbe”.
di Filippo Messina
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