Brianza, 20enne fermato per terrorismo
Zakaria Ben Haddi, giovane italiano di origine marocchina residente in Brianza, è stato fermato per terrorismo
Brianza, 20enne fermato per terrorismo
Zakaria Ben Haddi, giovane italiano di origine marocchina residente in Brianza, è stato fermato per terrorismo
Brianza, 20enne fermato per terrorismo
Zakaria Ben Haddi, giovane italiano di origine marocchina residente in Brianza, è stato fermato per terrorismo
Zakaria Ben Haddi, giovane italiano di origine marocchina residente a Vimercate (Monza e Brianza), è stato fermato per terrorismo. Nel provvedimento del pubblico ministero di Milano Alessandro Gobbis si sottolinea la sua “disponibilità al martirio”, la celebrazione – nei suoi profili social – “di attentati terroristici compiuti dallo Stato Islamico in danno dei cristiani e più in generale contro l’Occidente” e l’esaltazione del “tragico evento” di Modena dello scorso 15 maggio quando Salim El Koudri, di origini marocchine e con problemi psichiatrici, ha investito volontariamente sette pedoni.
Il giovane, 21 anni martedì 2 giugno, accusato di essersi “associato all’organizzazione terroristica internazionale comunemente nota come Stato Islamico”, in particolare, a seguito di un percorso di indottrinamento e radicalizzazione via web, “rivelava la propria adesione all’organizzazione terroristica internazionale dello Stato Islamico” e tramiti i profili aperti Instagram e TikTok “pubblicava in maniera costante video di propaganda riconducibili alla galassia jihadista ed in particolare all’organizzazione terroristica denominata Stato Islamico ed al primo Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi”.
Brianza, i video del 20enne che inneggia al martirio
Tra i video contro l’Occidente, monitorati a partire da gennaio, compaiono quelli del 30 maggio scorso. Si tratta di diversi post “inneggianti al martirio”. Post che hanno fatto scattare il fermo “facendo ritenere verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione”, si legge nel fermo firmato dal pm Gobbis. Una presunta disponibilita al martirio che, per chi indaga, si sarebbe potuta concretizzare a stretto giro. Infatti è stato trovato, durante la perquisizione, in possesso di un biglietto aereo per il Marocco per il prossimo 9 giugno.
Il fermo è stato svolto dalla Digos di Milano. È un filone dell’indagine che lo scorso aprile ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta Italia. E a svelare la cosiddetta ‘white jihad’, un fenomeno di “ibridazione” che unisce l’ideologia neonazista a metodi tipici del terrorismo jihadista. Tra i messaggi riferibili al 21enne, scritti dall’utente ‘Zacky Ben’ ci sarebbe la disponibilità a effettuare un “colpo di stato”. Davanti alla giudice per le indagini preliminari di Milano Rossana Mongiarso, il 21enne si è difeso sostenendo che si trattava di post con il “solo fine di divulgare” alcuni contenuti sullo Stato islamico. E di aver acquistato il biglietto per l’estero “per sostenere un esame”. La decisione sul fermo di Zakaria Ben Haddi è attesa per martedì 2 giugno.
Brianza, il giovane sui social: “Domani renderò l’Italia un po’ migliore”
“Domani renderò l’Italia un po’ migliore” ha scritto sui social. Una presunta “esaltazione del martirio” scritta lo scorso 30 maggio. Ciò che ha portato a ritenere “concreta” la “possibilità che l’indagato avesse in animo di porre in essere una non meglio identificata azione violenta ed eclatante”. Così scrive il pubblico ministero nel fermo eseguito dalla Digos di Milano.
Nello stesso profilo social pubblica un testo in lingua inglese: “Non incolparmi per quello che farò domani, perché sto facendo la cosa giusta“. E sul profilo TikTok mostra un video inneggiante al martirio. In tale filmato viene detto: “Fratelli non c’è nulla, proprio nulla oggi che incuta timore nei cuori dei nemici di Allah come le operazioni di martirio”. Accuse da cui il giovane si difende nella sua biografia sociale e nell’interrogatorio davanti alla gip Rossana Mongiardo. E rimarca che “Non sostengo alcuna organizzazione – Tutto ciò (il materiale diffuso in rete, ndr) è a scopo documentativo”, sostiene.
Piantedosi: “Il fermo testimonia l’efficacia delle misure messe in campo”
“L’arresto di un uomo, residente in Brianza e accusato di terrorismo internazionale, testimonia ancora una volta l’efficacia delle misure messe in campo dal nostro Paese per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista“. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Grazie a una capillare azione di presidio del territorio, a un costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo, a un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme a una elevata capacità di analisi, le nostre Forze dell’ordine e l’intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica”.
“A loro, e in particolare alla Polizia di Stato per l’operazione condotta con il coordinamento della Procura di Milano, va la mia gratitudine per il lavoro che svolgono ogni giorno, con professionalità e dedizione, per garantire la sicurezza dei cittadini”, ha concluso Piantedosi.
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