Fu ‘negro’ e fiero testimonial dei diritti civili
È scomparso all’età di 94 anni Sidney Poitier, primo attore di colore a vincere un premio Oscar. Attraverso i suoi film, in cui veniva utilizzato il termine “negro” per rispecchiare una dolorosa realtà, è stato un importante testimonial in tema di diritti civili.
Fu ‘negro’ e fiero testimonial dei diritti civili
È scomparso all’età di 94 anni Sidney Poitier, primo attore di colore a vincere un premio Oscar. Attraverso i suoi film, in cui veniva utilizzato il termine “negro” per rispecchiare una dolorosa realtà, è stato un importante testimonial in tema di diritti civili.
Fu ‘negro’ e fiero testimonial dei diritti civili
È scomparso all’età di 94 anni Sidney Poitier, primo attore di colore a vincere un premio Oscar. Attraverso i suoi film, in cui veniva utilizzato il termine “negro” per rispecchiare una dolorosa realtà, è stato un importante testimonial in tema di diritti civili.
AUTORE: Marco Sallustro
La bellezza e la bravura di Sidney Poitier, scomparso ieri alla veneranda età di 94 anni, erano tali da confondere. Senza tempo, prerogativa di pochissimi grandi attori di livello mondiale. Di lui tutti sanno che fu il primo attore premio Oscar di colore, vinto nel 1964 per “I gigli nel campo”, stesso anno dell’Oscar a “Otto e 1/2” di Fellini.
La sua popolarità planetaria, però, la si deve al leggendario “Indovina chi viene a cena”, con uno Spencer Tracy in stato di grazia. Quel film, prendendo di petto i laceranti temi razziali con il tono della commedia, fece molto di più per la presa di coscienza della società americana del tema di diritti civili di decine di infiammati interventi pubblici di politici o altre star.
Sidney Poitier era americano per scelta e per caso: nacque a Miami nel 1927 solo perché i suoi genitori – commercianti delle Bahamas – si trovavano in Florida e così (Ius soli!) divenne automaticamente cittadino americano. Lo fu peraltro per scelta: si arruolò nell’esercito Usa e partecipò alla Seconda guerra mondiale.
In “Indovina chi viene a cena” o “La calda notte dell’ispettore Tibbs” si usava senza alcuna parsimonia il termine “negro”, rispecchiando una dolorosa realtà e senza ipocriti imbellettamenti. Sidney Poitier fu uomo amatissimo, ma oggi qualcuno direbbe troppo allineato all’idea che l’America bianca voleva avere di quella nera: giacca e cravatta e profilo ordinato, negli anni in cui si imponevano le Black Panther con i capelli afro. Alla fine della corsa, contano i risultati e quella di Sydney è stata di esempio per milioni di persone.
di Marco Sallustro
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Pamela Genini, profanata la tomba della 29enne uccisa dal suo ex a Milano
27 Marzo 2026
È stata profanata la tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso 15 ottobre dall’ex compagn…
Reggio Emilia, un uomo fa jogging nudo e salta sui tetti delle auto in corsa
27 Marzo 2026
L’uomo è stato avvistato in Viale dei Mille, a Reggio Emilia. È stato poi portato in ospedale per…
La trappola degli algoritmi, dall’agguato di Bergamo ai tribunali Usa
27 Marzo 2026
Il “potere” degli algoritmi: dal 13enne che accoltella la prof in provincia di Bergamo in diretta…
Chiara Mocchi, la prof accoltellata dal 13enne: “Non porto rabbia”
26 Marzo 2026
Chiara Mocchi ai suoi alunni: “sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.