Galeotta fu la grazia
Una storia con tante storie, quella della grazia concessa a Nicole Minetti, una delle comprimarie dell’ultima fase della parabola di Silvio Berlusconi
Galeotta fu la grazia
Una storia con tante storie, quella della grazia concessa a Nicole Minetti, una delle comprimarie dell’ultima fase della parabola di Silvio Berlusconi
Galeotta fu la grazia
Una storia con tante storie, quella della grazia concessa a Nicole Minetti, una delle comprimarie dell’ultima fase della parabola di Silvio Berlusconi
Una storia con tante storie, quella della grazia concessa a Nicole Minetti, una delle comprimarie dell’ultima fase della parabola di Silvio Berlusconi.
Una vicenda che ha riportato di colpo sotto i riflettori una donna che è sembrata far di tutto per anni, pur di allontanarsi da quella ribalta che aveva frequentato con convinzione.
Poi all’improvviso… Oggi siamo fermi ai dubbi e ai sospetti, deflagrati dopo la dura nota del Quirinale seguita agli scoop sui presunti punti oscuri alla base delle motivazioni per la richiesta e la concessione della grazia.
Ci sono state delle irregolarità? Le verifiche sono state compiute in modo inappuntabile oppure no? Nella babele di “si dice”, telefonate agli ospedali mai fatte, bufera mediatica dall’altra parte dell’oceano, espressioni sbigottite nelle conferenze stampa e soliti bene informati, non resta che attendere. Con una certezza: in caso di errore più o meno grave, risulterà di fatto impossibile sanzionare l’eventuale responsabile.
Magistrati e ministro (non parliamo neppure del Presidente della Repubblica non responsabile dei propri atti ex articolo 90 della Costituzione e privo di qualsivoglia potere ispettivo nella fase istruttoria del processo di grazia) sono a diverso titolo e come giusto tutelati da leggi e principi.
Non resterebbe che la moral suasion a prendere atto dell’eventuale strafalcione che avrebbe messo in grave imbarazzo il Quirinale.
Oltre il giallo Minetti, insomma, l’iter della domanda e concessione dell’atto di clemenza necessiterebbe di una revisione, al fine di tutelare le parti. A cominciare dalla Presidenza della Repubblica e senza dimenticare – in questa incredibile confusione – l’interesse di chi avanzerà domanda di grazia da oggi in avanti.
Di Fulvio Giuliani
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