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Gioia per Trentini, ma quanto abbiamo dimenticato gli altri?

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Qualcuno, tranne i super informati, aveva sentito parlare prima della scorsa settimana di Mario Burlò, Luigi Gasperin o Biagio Pilieri?

Trentini

Gioia per Trentini, ma quanto abbiamo dimenticato gli altri?

Qualcuno, tranne i super informati, aveva sentito parlare prima della scorsa settimana di Mario Burlò, Luigi Gasperin o Biagio Pilieri?

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Gioia per Trentini, ma quanto abbiamo dimenticato gli altri?

Qualcuno, tranne i super informati, aveva sentito parlare prima della scorsa settimana di Mario Burlò, Luigi Gasperin o Biagio Pilieri?

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Ieri abbiamo finalmente vissuto una bella giornata, con la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò in Venezuela. Abbiamo vissuto l’attesa del rientro, fra poco la folla di giornalisti all’aeroporto e tutto ciò che per fortuna in questo caso ridà forza e speranza.

Dobbiamo, però, anche fare un sincero e profondo mea culpa, perché l’intero mondo dell’informazione – tranne minime eccezioni – per oltre un anno ha lodevolmente tenuto il faro acceso sui destini di Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni arrestato senza alcun valido motivo e mai neppure posto in stato d’accusa. Semplicemente sequestrato e utilizzato come pedina di scambio.

Tanto è vero che quando il governo venezuelano, composto dagli stessi figuri di prima, ha avuto la necessità di rifarsi un minimo di verginità non ha esitato a utilizzare Alberto e tutti gli altri ostaggi stranieri per guadagnare qualche punto.

Torniamo a noi e alle nostre mancanze: qualcuno di voi, tranne i super informati, aveva sentito parlare prima della scorsa settimana di Mario Burlò, Luigi Gasperin o Biagio Pilieri?
Risparmiatevi la fatica di rispondere. Gli altri? O completamente dimenticati o al massimo aggiunti come postilla. Una nota a pié e pagina. È qualcosa che, a rifletterci, lascia con molto amaro in bocca e obbliga tutti noi, giornalisti in primis, a farci più di qualche domanda.

Perché Trentini sì e Burlò no o comunque molto meno?
Perché il secondo è un imprenditore e come Gasperin magari è finito ostaggio di qualche giro di potere locale, mentre su Trentini si potevano fare ragionamenti politici o pseudo tali?

Avete visto striscioni dedicati agli altri nostri connazionali? Qualcuno ha tenuto il conto pubblico dei giorni della loro detenzione? Manco per idea.

Abbiamo mancato tutti, noi per primi. È una lezione, severa. Come sempre quando si sbaglia e si analizzano gli errori, ha un senso se si ripara e se si impara qualcosa.

Di Fulvio Giuliani

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