Mamma e figlia avvelenate con la ricina, l’avvocato del marito lascia l’incarico
Mamma e figlia avvelenate con la ricina la vigilia di Natale a Pietracatella. Il marito e l’altra figlia sottoposti a 10 ore di interrogatorio
Mamma e figlia avvelenate con la ricina, l’avvocato del marito lascia l’incarico
Mamma e figlia avvelenate con la ricina la vigilia di Natale a Pietracatella. Il marito e l’altra figlia sottoposti a 10 ore di interrogatorio
Mamma e figlia avvelenate con la ricina, l’avvocato del marito lascia l’incarico
Mamma e figlia avvelenate con la ricina la vigilia di Natale a Pietracatella. Il marito e l’altra figlia sottoposti a 10 ore di interrogatorio
Sembra stringersi il cerchio degli inquirenti che stanno indagando sulla vicenda delle due donne, madre e figlia, morte a fine dicembre e che si è scoperto avvelenate dalla ricina. Già trenta persone sono state sentite, in gran parte famigliari delle due, mentre il marito e la figlia sopravvissuta sono state ascoltate per oltre dieci ore. Qui già il primo colpo di scena con la decisione del legale dell’uomo, ex sindaco di Pietracatella, di rinunciare all’incarico. “Motivi contingenti” ha spiegato il legale ma certo non può non lasciare perplessi il fatto che la decisione sia arrivata proprio all’indomani dell’interrogatorio dell’uomo. Che, pur avendo risposto a tutte le domande, ha spiegato di non ricordare nulla della cena in cui secondo gli inquirenti moglie e figlia sono state avvelenate con una massiccia dose di veleno, assunto quindi non in modiche quantità.
La sensazione è che il cerchio si stia stringendo e che a breve arriveranno altri colpi di scena in una vicenda che già si è trasformata in un giallo, anche per il contesto, un piccolo paese, in cui il fatto è avvenuto. Tanto ancora resta comunque da chiarire. A cominciare dal cercare di capire se effettivamente solo le due donne fossero l’obbiettivo dell’assassino, se l’altra figlia si sia salvata in modo fortuito solo perché quella sera era a cena fuori. O se c’è dell’altro, che ancora deve emergere. Di sicuro gli inquirenti danno la sensazione di non voler perdere tempo anche perché come hanno spiegato più passa il tempo più aumenta il rischio di inquinamento delle prove, considerato già che di fatto sono passati mesi dagli eventi. Intanto la casa di famiglia resta sotto sequestro. In attesa di nuovi sviluppi.
10 ore di interrogatorio per il marito e l’altra figlia.
Dieci ore di interrogatorio, e gli inquirenti che ancora stanno cercando di capire cosa sia realmente successo. Parliamo della vicenda di mamma e figlia avvelenate con la ricina la vigilia di Natale a Pietracatella in provincia di Campobasso e morte pochi giorni dopo. Ieri sono stati sentiti il marito, anche lui ricoverato ma mai in pericolo di vita, e l’altra figlia della coppia che la sera in cui era avvenuto l’avvelenamento era uscita a cena.
Quello che sta emergendo dalla indagini è che madre e figlia avrebbero ingerito grosse quantità di veleno, in modo massiccio e di fatto con effetto fulminante. Insomma non avrebbero avuto scampo, posto che in ogni caso per quel tipo di veleno non esiste antidoto. La preoccupazione di chi indaga è che, visto che sono passati mesi da quanto accaduto, il responsabile possa aver in qualche modo inquinato le prove e visto che ora si è passati dall’ipotesi iniziale di una intossicazione alimentare a quella di omicidio volontario si cerca di recuperare il tempo perduto.
Oltre al padre, che si è detto “sconvolto” ma che ha precisato di aver risposto a tutte le domande, e alla figlia sopravvissuta sono stati sentiti anche degli altri parenti, e si sta cercando di analizzare quel che resta degli alimenti che erano in casa in quei giorni, compresi per esempio quelli ricevuti in regalo proprio per il Natale. Di fatto però ancora il cerchio non sembra stringersi intorno a un presunto responsabile, certo rimane da accertare l’origine del malore del padre delle ragazze, anche lui ricoverato ma che non avrebbe presentato tracce di avvelenamento da ricina. Un vero e proprio giallo insomma, e più passa il tempo più per chi indaga diventa difficile risalire al colpevole che in ogni caso, come spiegato proprio da chi sta indagando, avrebbe agito da vero killer professionista.
di Annalisa Grandi
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- Tag: cronaca
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