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L’Aquila, 17 anni dopo il silenzio spezzato

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Il 6 aprile 2009, alle 3:32, L’Aquila e l’Abruzzo vennero colpiti da una scossa di magnitudo 6.3 che provocò 309 vittime

L’Aquila, 17 anni dopo il silenzio spezzato

Il 6 aprile 2009, alle 3:32, L’Aquila e l’Abruzzo vennero colpiti da una scossa di magnitudo 6.3 che provocò 309 vittime

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L’Aquila, 17 anni dopo il silenzio spezzato

Il 6 aprile 2009, alle 3:32, L’Aquila e l’Abruzzo vennero colpiti da una scossa di magnitudo 6.3 che provocò 309 vittime

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Il 6 aprile 2009, alle 3:32, L’Aquila e l’Abruzzo vennero colpiti da una scossa di magnitudo 6.3 che provocò 309 vittime, oltre 1.500 feriti e decine di migliaia di sfollati, segnando una delle ferite più profonde della storia recente italiana. In quella notte il silenzio si spezzò all’improvviso e il destino di una città cambiò per sempre: case crollate, strade interrotte, interi quartieri cancellati, una comunità travolta nel sonno da una forza devastante. A diciassette anni di distanza, il ricordo di quella tragedia resta vivo non solo nei numeri, ma nei nomi, nei volti e nelle storie delle persone che non ci sono più e di chi ha dovuto ricominciare da zero.

Ricordare il terremoto dell’Aquila significa tenere insieme dolore, memoria e responsabilità. Perché quella notte non appartiene solo al passato: continua a interrogare il presente sul valore della prevenzione, della sicurezza e del rispetto dovuto a ogni vita spezzata.

“Diciassette anni fa, nel cuore della notte, un violento sisma colpì L’Aquila e l’Abruzzo. Spezzò vite, comunità, abitudini. E lasciò un segno profondo nella nostra Nazione. Una tragedia che scosse tutti gli italiani, capaci allora di rispondere con solidarietà e vicinanza.Nel ricordo del Terremoto dell’Aquila del 2009, l’Italia si stringe – oggi come ieri – alle vittime e alla popolazione colpita. A una regione che ha saputo rialzarsi con dignità e forza. Ricordare vuol dire anche questo: continuare a esserci. Con serietà e responsabilità”. Lo scrive sui social, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

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