Le ricerche di Annabella Martinelli si fermano a Teolo, le parole del Sindaco: “È una tragedia che colpisce tutta la comunità”
La vicenda della scomparsa di Annabella Martinelli si è conclusa questo pomeriggio nel modo più drammatico. Le parole del sindaco di Teolo
Le ricerche di Annabella Martinelli si fermano a Teolo, le parole del Sindaco: “È una tragedia che colpisce tutta la comunità”
La vicenda della scomparsa di Annabella Martinelli si è conclusa questo pomeriggio nel modo più drammatico. Le parole del sindaco di Teolo
Le ricerche di Annabella Martinelli si fermano a Teolo, le parole del Sindaco: “È una tragedia che colpisce tutta la comunità”
La vicenda della scomparsa di Annabella Martinelli si è conclusa questo pomeriggio nel modo più drammatico. Le parole del sindaco di Teolo
Dopo oltre una settimana di ricerche ininterrotte, la vicenda della scomparsa di Annabella Martinelli si è conclusa questo pomeriggio nel modo più drammatico. La giovane, originaria di Padova, è stata ritrovata senza vita in un boschetto nella zona di Teolo, da dove le autorità l’hanno appena trasportata a valle.
Il ritrovamento mette fine a giorni di incertezza iniziati con il recupero della sua bicicletta, evento che aveva fatto perdere le tracce della ragazza e aperto il campo a diverse ipotesi investigative, inclusa quella del rapimento.
Nonostante la speranza iniziale che potesse trattarsi di una semplice “ragazzata”, la comunità si trova ora provata per quanto accaduto. Abbiamo raggiunto il Sindaco di Teolo, Valentino Turetta che racconta di una tragedia che colpisce l’intero territorio e chiede il massimo rispetto per il dolore della famiglia in attesa che le autorità facciano piena chiarezza sulle cause del decesso, che per il momento sembrano portare ad un gesto estremo: “È una tragedia che colpisce tutta la comunità”, riferisce il primo cittadino, “perché è da più di una settimana che la si cercava. La speranza era che questi sforzi portassero a trovarla. In un primo momento si pensava a una ragazzata o qualcosa di questo tipo, invece purtroppo si è arrivati ad un epilogo triste e brutto”.
Ad un certo punto si è anche ipotizzato un rapimento?
“Gli inquirenti, continua il Sindaco, avevano lasciate aperte tutte le strade e sicuramente hanno ragionato su qualsiasi ipotesi. Una volta arrivati alla bicicletta si sono perse un po’ tutte le tracce. È veramente triste, è triste la situazione, è triste morire così”.
Cosa può dirci sulle cause della morte? Si è sparsa la voce di un suicidio…
“In questo momento l’hanno appena portata giù dal boschetto dove è stato trovato il corpo, quindi adesso saranno le autorità a dire qualcosa in più. In questo momento non mi sento di dire nulla di più o in meno di quello che già si sa”.
Che lei sappia Annabella poteva avere problemi psicologici?
Io non ho avuto assolutamente nessun contatto con la famiglia, se non la prima sera con il papà. Mi ha chiamato tramite i volontari della protezione civile che erano sul campo per chiedere come funzionava la videosorveglianza perché voleva avere delle informazioni; gli ho girato il numero del comandante della polizia locale. Successivamente non li ho più sentiti quindi non posso dire nulla perché non conosco la situazione. Le autorità dovranno fare chiarezza su tutto”.
Annabella aveva solo 22 anni, dopo il liceo si era iscritta all’università.
La sera del 6 gennaio è uscita di casa in bicicletta. Aveva detto che sarebbe andata da un’amica, ma lì non è mai arrivata. Ha preso la direzione dei colli, percorrendo circa venti chilometri fino a Teolo. Le telecamere l’hanno ripresa prima a Selvazzano, poi davanti al municipio di Teolo. In quell’immagine la si vede mentre pedala, con due cartoni di pizza sistemati sul portapacchi e il cellulare acceso sul manubrio, forse impostato su Google Maps per raggiungere un luogo preciso. L’ultima persona ad averla incontrata viva è stata un’altra studentessa, Giulia, che quella sera si era offerta di aiutarla. «Sembrava serena. Ha rifiutato», ha raccontato.
Le pizze comprate erano due, non una. Anche le bibite erano due, acquistate però in un locale diverso. La bicicletta era stata chiusa con il lucchetto, come se in quel momento fosse importante proteggerla da un eventuale furto. I profili social risultavano disattivati dal telefono utilizzato per arrivare esattamente fin lì, un punto che per lei doveva avere un significato. Non ci sono segni di confusione, né gesti dettati dall’urgenza. C’è una successione di azioni che oggi sono difficili da interpretare.
Di Catia Demonte
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