L’errore di Patrick Zaki
| Cronaca
La polemica sul rientro in Italia di Patrick Zaki sembra costruita per dar fiato alle trombe di chi non vede l’ora di vedere i fantasmi dell’irriconoscenza ideologica
L’errore di Patrick Zaki
La polemica sul rientro in Italia di Patrick Zaki sembra costruita per dar fiato alle trombe di chi non vede l’ora di vedere i fantasmi dell’irriconoscenza ideologica
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L’errore di Patrick Zaki
La polemica sul rientro in Italia di Patrick Zaki sembra costruita per dar fiato alle trombe di chi non vede l’ora di vedere i fantasmi dell’irriconoscenza ideologica
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Questa ce la saremmo risparmiata. La polemica sul rientro in Italia di Patrick Zaki sembra costruita su misura per dar fiato alle trombe di chi non vede l’ora di vedere i fantasmi dell’irriconoscenza ideologica e politica e additare al pubblico ludibrio l’ennesino ingrato e ideologizzato “di sinistra”.
Del resto, il ragionamento è sin troppo facile dopo il No – ripetuto a quattro diverse ipotesi prospettate dal governo di Roma – al trasferimento dall’Egitto all’Italia con volo di Stato e accompagnamento diplomatico, che avrebbe conferito i crismi dell’ufficialità al riconoscimento di Patrick degli sforzi sostenuti da diversi nostri esecutivi per salvarlo dalle patrie galere egiziane. Per tacere delle foto opportunity di rito con le autorità, presidente del Consiglio in testa.
Invece niente: il giovane ricercatore si è mostrato irremovibile, sorpendendo e irritando – nessuno a Palazzo Chigi, alla Farnesina e alla Difesa fa finta di nasconderlo – e soprattutto commettendo un grave errore di valutazione. Quale che siano le motivazioni, il No sa di schiaffo immeritato alle istituzioni italiane, non a questo o quel partito. Come accennato, questo atteggiamento poco comprensibile e ancor meno illustrato con chiarezza offre uno splendido assist alla galassia di odiatori e semplificatori della realtà che vive e prospera intorno a noi. Quelli che ‘lasciatelo marcire in carcere’ e amenità simili. Anche quelli, però, che non riescono ad ammettere il grossolano errore di Patrick per paura di dover dar ragione al governo Meloni.
Piccinerie ideologiche che fanno solo male alla maturità politica e istituzionale del Paese.
Resta il risultato diplomatico e politico, resta la gioia per Patrick Zaki libero, resta il massimo impegno dello Stato di diritto per i propri principi. Sapendo prescindere – pur con comprensibile amarezza – dall’umana (ir)riconoscenza.
di Fulvio Giuliani
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