L’Università di Genova ha già cancellato la pagina della professoressa Montefalcone e della ricercatrice Oddenino. I suoi studenti non ci stanno. Il marito: “Molto amareggiato”
“Page not found”, l’ateneo ligure ha già eliminato il profilo della professoressa dal sito. Da alcune sue pubblicazioni, si evince come fosse già scesa in passato in profondità che superavano anche gli 80 metri. Oggi le autopsie dei corpi, poi i funerali e un ricordo delle vittime al Cristo degli Abissi a Camogli
L’Università di Genova ha già cancellato la pagina della professoressa Montefalcone e della ricercatrice Oddenino. I suoi studenti non ci stanno. Il marito: “Molto amareggiato”
“Page not found”, l’ateneo ligure ha già eliminato il profilo della professoressa dal sito. Da alcune sue pubblicazioni, si evince come fosse già scesa in passato in profondità che superavano anche gli 80 metri. Oggi le autopsie dei corpi, poi i funerali e un ricordo delle vittime al Cristo degli Abissi a Camogli
L’Università di Genova ha già cancellato la pagina della professoressa Montefalcone e della ricercatrice Oddenino. I suoi studenti non ci stanno. Il marito: “Molto amareggiato”
“Page not found”, l’ateneo ligure ha già eliminato il profilo della professoressa dal sito. Da alcune sue pubblicazioni, si evince come fosse già scesa in passato in profondità che superavano anche gli 80 metri. Oggi le autopsie dei corpi, poi i funerali e un ricordo delle vittime al Cristo degli Abissi a Camogli
La morte dei ricercatori italiani alle Maldive ha sollevato numerose polemiche: “se la sono cercata”, “sono stati imprudenti” sono i commenti più gettonati sotto i post social che parlano della tragedia. Esternazioni che hanno spinto i familiari delle vittime a chiedere in più di un’occasione silenzio e rispetto. Va detto che prima che il nome della professoressa Monica Montefalcone finisse al centro della tragedia delle Maldive, c’erano anni di attività scientifica alle spalle: spedizioni negli atolli, studi sugli ecosistemi marini, ricerche sui coralli e analisi dei sedimenti nei Blue Hole. La professoressa era davvero un’esperta, così esperta da rendere davvero poco credibile il fatto che non sapesse cosa stesse facendo. Le autopsie previste per oggi nell’obitorio dell’ospedale di Gallarate in provincia di Varese diranno di più, così come i cellulari e le GoPro. Al momento però possono già parlare le tante pubblicazioni accademiche dedicate all’ambiente marino maldiviano. Un ambiente che lei e il suo team conoscevano molto bene. Ma la natura può essere insidiosa si sa, anche per i più esperti che, spesso, tendono a sentirsi troppo sicuri. Quando poi la sfortuna ci mette lo zampino, non c’è nulla che si possa fare in condizioni così estreme.
Nelle pubblicazioni dove compare anche il nome della ricercatrice, si leggono campionature passate effettuate oltre gli 80 metri di profondità da parte della professoressa Montefalcone, considerata una studiosa autorevole nel campo dello sbiancamento dei coralli e degli effetti della crisi climatica sugli ecosistemi sommersi degli atolli maldiviani.
GLI STUDENTI DELL’UNIVERSITA’ DI GENOVA NON VOGLIONO CHE IL SUO NOME VENGA CANCELLATO DAL SITO DELL’ATENEO
Nel frattempo, a Genova, cresce il malumore tra gli studenti. Da alcuni giorni la pagina personale di Monica Montefalcone sul sito dell’Università di Genova non è più accessibile e restituisce un messaggio di errore 404. Situazione simile anche per la scheda dell’assegnista di ricerca Muriel Oddenino – anche lei tra le vittime – sostituita dalla dicitura: “Persona non trovata. La persona che stai cercando non collabora più con l’Università”.
IL MARITO DELLA PROFESSORESSA MONTEFALCONE ADDOLORATO DALLA DECISIONE DELL’ATENEO E NON SOLO
Carlo Sommacal, marito della docente, ha espresso amarezza per la rimozione della pagina universitaria: «Le pubblicazioni scientifiche restano pubbliche. Mi addolora ascoltare illazioni su mia moglie. Era una scienziata riconosciuta, aveva tutti i brevetti necessari ed era una madre e una moglie straordinaria. Dedicherò la mia vita a raccogliere e ricostruire tutto il suo lavoro accademico, dalle pubblicazioni alle tesi seguite come relatrice o correlatrice».
Anche gli studenti chiedono che quella pagina venga ripristinata. Vladimir Pecchia, rappresentante degli studenti di Scienze biologiche e vicepresidente della commissione paritetica di Scienze matematiche, fisiche e naturali, ha annunciato l’intenzione di scrivere al rettore per chiedere il ritorno online della scheda della docente. «Per noi non era un semplice profilo amministrativo — spiega — ma il simbolo del lavoro svolto per l’università e per gli studenti».
A CAMOGLI AL CRISTO DEGLI ABISSI UNA COMMEMORAZIONE PER I SUB MORTI
Nel frattempo stanno prendendo forma iniziative per ricordarla. Gli studenti hanno raccolto dediche e messaggi in un libretto commemorativo e vorrebbero organizzare, dopo il funerale, un’immersione fino al Cristo degli Abissi a Camogli, a circa 17 metri di profondità. «Era una docente capace di trasmettere il vero amore per il mare e per la ricerca sul campo — racconta Pecchia —. Non pretendeva nozioni imparate a memoria, ma che comprendessimo davvero ciò che studiavamo».
Ed è forse proprio questo l’aspetto più umano della vicenda: prima di diventare un nome legato alla cronaca della tragedia delle Maldive, Monica Montefalcone era già presente nelle ricerche scientifiche, nelle spedizioni universitarie e soprattutto nel ricordo dei suoi studenti, che oggi chiedono che quella traccia pubblica del suo lavoro non venga cancellata.
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- Tag: Maldive
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