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Milano, il tram deragliato e la chiamata del conducente poco prima dello schianto: “E’ durata 3 minuti e 40”. La difesa del conducente: “non era al telefono in quel momento”

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Il giallo dell’ultima chiamata del conducente terminata solo 12 secondi prima dello schianto del tram. Secondo la difesa del tranviere “non era al telefono in quel momento”

Milano, il tram deragliato e la chiamata del conducente poco prima dello schianto: “E’ durata 3 minuti e 40”. La difesa del conducente: “non era al telefono in quel momento”

Il giallo dell’ultima chiamata del conducente terminata solo 12 secondi prima dello schianto del tram. Secondo la difesa del tranviere “non era al telefono in quel momento”

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Milano, il tram deragliato e la chiamata del conducente poco prima dello schianto: “E’ durata 3 minuti e 40”. La difesa del conducente: “non era al telefono in quel momento”

Il giallo dell’ultima chiamata del conducente terminata solo 12 secondi prima dello schianto del tram. Secondo la difesa del tranviere “non era al telefono in quel momento”

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Il 27 febbraio 2026 a Milano un tram della linea 9 è deragliato in pieno centro, schiantandosi contro un edificio in viale Vittorio Veneto e causando due morti e decine di feriti.

Ora sotto i riflettori c’è un dettaglio inquietante: l’autista, Pietro M., avrebbe effettuato una telefonata di circa 3 minuti e 40 secondi, terminata solo 12 secondi prima dell’impatto con il ristorante all’angolo.

Aveva chiamato il collega, a cui aveva dato il cambio nemmeno un’ora prima, per (si ipotizza) raccontargli del dolore al piede causato da una botta presa mezz’ora prima durante la discesa di un passeggero in carrozzina.

Attualmente la procura sembra attribuire la causa del deragliamento per “distrazione” e non per un “malore”. Inizialmente l’autista ha fin da subito sostenuto di aver perso il controllo a casa di un malore (sincope vasovagale provocata dalla botta all’alluce sinistro); non aveva negato la telefonata ma confessato di averla effettuata 6 minuti prima dell’impatto.

Secondo la difesa del conducente il conducente nono era al telefono in quel momento: “I processi si dovrebbero fare nelle aule, non violando il segreto istruttorio. Detto questo, i dati tecnici (gps e analisi dati telefonici) smentiscono la ricostruzione data alla stampa, che peraltro dimostrerebbero che l’indagato non era al telefono al momento dell’impatto” Così commenta l’avvocato Mirko Mazzali, uno dei legali del tranviere alla guida del tram deragliato.

Le indagini sono attualmente in corso, la procura procede con verifiche sul telefono.

Di Camilla Parigi

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