Monopattini elettrici, debutto con intoppo per il targhino
Il targhino per i monopattini elettrici è obbligatorio: a Torino già segnalati i primi casi di contrassegni scomparsi dai mezzi in sharing
Monopattini elettrici, debutto con intoppo per il targhino
Il targhino per i monopattini elettrici è obbligatorio: a Torino già segnalati i primi casi di contrassegni scomparsi dai mezzi in sharing
Monopattini elettrici, debutto con intoppo per il targhino
Il targhino per i monopattini elettrici è obbligatorio: a Torino già segnalati i primi casi di contrassegni scomparsi dai mezzi in sharing
È passata una settimana dall’entrata in vigore dell’obbligo del targhino sui monopattini elettrici e sono già emersi i primi problemi. A Torino alcuni contrassegni identificativi applicati ai mezzi in sharing sono spariti: rimossi, vandalizzati o semplicemente staccati? Difficile dirlo. Su diversi veicoli, però, resta soltanto il segno della colla sul telaio. La nuova norma è entrata in vigore il 16 maggio e il Comune aveva già avviato un confronto con i quattro operatori attivi in città — Bird, Dott, Lime e Voi — per mettere in regola i circa 3 mila monopattini disponibili nel servizio di sharing.
Ma le criticità erano state segnalate già nei giorni precedenti. Il targhino, un adesivo plastificato di 5 per 6 centimetri con lettere e numeri identificativi, può avere problemi di aderenza se applicato su superfici non perfettamente pulite o troppo irregolari. Vibrazioni continue, pioggia, fango e sbalzi di temperatura potrebbero poi accelerarne il distacco. La questione apre anche un interrogativo pratico: cosa accade se un utente utilizza un monopattino in sharing il cui contrassegno si è staccato senza che lui ne sia responsabile? Il rischio è quello di una fase iniziale caratterizzata da dubbi applicativi e situazioni difficili da valutare sul momento.
L’obbligo del targhino, introdotto dal nuovo Codice della strada e reso operativo attraverso il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riguarda sia i mezzi privati sia quelli in sharing. Il contrassegno, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con sistemi anticontraffazione, è collegato al codice fiscale del proprietario e non al veicolo stesso. Chi circola senza rischia una multa da 100 a 400 euro. Per i proprietari di monopattini privati il costo complessivo dell’operazione si avvicina ai 35 euro tra bollo, diritti amministrativi e spese di motorizzazione, mentre il solo costo del contrassegno è fissato a 8,66 euro.
Slitta invece al 16 luglio l’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile, altro tassello della stretta normativa sulla micromobilità. Resta invece già in vigore l’obbligo del casco, con dati che mostrano una riduzione delle sanzioni per mancato utilizzo rispetto all’anno precedente, segnale che potrebbe indicare una maggiore attenzione alle regole da parte degli utenti.
Di Camilla Parigi
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