Napoli, scontri e feriti nel presidio per Ghali davanti alla sede Rai
| Cronaca
Si è conclusa con momenti di forte tensione e polemiche la manifestazione di oggi davanti alla sede Rai di Napoli dopo le parole di Ghali al Festival di Sanremo. Diversi i feriti
Napoli, scontri e feriti nel presidio per Ghali davanti alla sede Rai
Si è conclusa con momenti di forte tensione e polemiche la manifestazione di oggi davanti alla sede Rai di Napoli dopo le parole di Ghali al Festival di Sanremo. Diversi i feriti
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Napoli, scontri e feriti nel presidio per Ghali davanti alla sede Rai
Si è conclusa con momenti di forte tensione e polemiche la manifestazione di oggi davanti alla sede Rai di Napoli dopo le parole di Ghali al Festival di Sanremo. Diversi i feriti
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AUTORE: Filippo Messina
Si è conclusa con momenti di forte tensione e polemiche la manifestazione di oggi davanti alla sede Rai di Napoli organizzata “contro l’atteggiamento di censura della Rai sul genocidio in corso a Gaza e sugli episodi legati alle dichiarazioni di Ghali al festival di Sanremo ed al comunicato di scuse a Israele fatto leggere a Mara Venier durante ‘Domenica In’”, questo quanto dichiarato dai promotori.
Ghali – lo ricordiamo – sul palco dell’Ariston, durante la 74esima edizione del Festival di Sanremo, aveva infatti detto “stop al genocidio”; parole che hanno portato alla reazione dell’ambasciatore israeliano (“Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”, le sue parole) e a un comunicato dell’amministratore delegato Roberto Sergio letto da Mara Venier nel programma “Domenica In”.
Secondo le prime ricostruzioni, alcuni manifestanti avrebbero voluto affiggere uno striscione ma il tentativo è stato immediatamente bloccato dalle forze dell’ordine. Poi, spintoni e manganellate.
Gli attivisti denunciano: “Ancor prima che si potesse creare una delegazione per chiedere un’intervista, il presidio è stato violentemente caricato, provocando diversi feriti”.
di Filippo Messina
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