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Noi, i nuovi “sopravvissuti” di Auschwitz

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Quando tra poco tutti i sopravvissuti di Auschwitz saranno morti, toccherà noi continuare a raccontare quell’orrore per non dimenticare. Ma per vivere quel dolore, sempre più distante nelle menti delle nuove generazioni, è importante mostrare loro cosa accadde. Come? Portandole ad Auschwitz a conoscere il Male

Noi, i nuovi “sopravvissuti” di Auschwitz

Quando tra poco tutti i sopravvissuti di Auschwitz saranno morti, toccherà noi continuare a raccontare quell’orrore per non dimenticare. Ma per vivere quel dolore, sempre più distante nelle menti delle nuove generazioni, è importante mostrare loro cosa accadde. Come? Portandole ad Auschwitz a conoscere il Male

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Noi, i nuovi “sopravvissuti” di Auschwitz

Quando tra poco tutti i sopravvissuti di Auschwitz saranno morti, toccherà noi continuare a raccontare quell’orrore per non dimenticare. Ma per vivere quel dolore, sempre più distante nelle menti delle nuove generazioni, è importante mostrare loro cosa accadde. Come? Portandole ad Auschwitz a conoscere il Male

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L’ultimo studio che si conosce sugli ebrei sopravvissuti ad Auschwitz riporta che il numero di quelli ancora viventi si attesterebbe attorno ai 245.000 con un’età media di 86 anni. L’indagine condotta dalla Conferenza sulle rivendicazioni materiali degli ebrei nei confronti della Germania risale però al 2024 e quindi è presumibile che il dato sia già obsoleto. Molti infatti avevano già di più di 100 anni. Quando tutti i testimoni di questa tragedia saranno scomparsi e non potranno più raccontare l’orrore vissuto quando erano ancora dei bambini o poco più, il Giorno della Memoria dovrà riecheggiare ancora più forte di quanto già non accada ora. 

Alle nuove generazioni sarà importante far ascoltare ma ancor più far vedere alle nuove generazioni i “lasciti” che quel posto dimenticato da Dio chiamato Auschwitz conserva tra le proprie mura, un luogo che tutti, prima o poi, dovrebbero visitare. Chiamatelo viaggio, pellegrinaggio ma anche gita se preferite (termine che la senatrice a vita Liliana Segre ha più volte contestato quando si parla di scolaresche), chiamatelo come volete. Ma andateci!

Un conto è immaginare, altro è vedere i tristemente noti binari della morte, i forni crematori, le camere a gas, tutte immagini che abbiamo imparato a conoscere tramite i numerosi film che sono stati dedicati al tema dell’Olocausto e a cui forse ci siamo persino un po’ abituati. Ma non potrete rimanere indifferenti di fronte alle montagne di capelli rasati a forza a quei milioni di poveretti passati di qua, alle tonnellate di valigie, spazzolini, giocattoli,  oggetti di uso comune, denti strappati a chi a un certo punto è divenuto solo un numero. Vedrete cumuli di migliaia di scarpe e scarpine appartenenti a mamme e bambini che sono stati separati, a volte per sempre, da un minuto all’altro. Toccherete con mano quel dolore, rimbomberà nelle vostre teste; succederà che i nuovi testimoni dell’Olocausto diventerete voi quando quelli veri, prestissimo, non saranno più tra noi. 

Solo ad Auschwitz morirono oltre un milione di persone tra ebrei, disabili, omosessuali e rom. Gli ebrei sterminati durante il periodo nazista furono oltre 6 milioni. 

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