Orrore e paura a Modena: terrorista radicalizzato, folle o altro?
Modena: il folle solitario che trasforma la propria automobile in un’arma micidiale, lanciandola a tutta velocità sulla folla inerme
Orrore e paura a Modena: terrorista radicalizzato, folle o altro?
Modena: il folle solitario che trasforma la propria automobile in un’arma micidiale, lanciandola a tutta velocità sulla folla inerme
Orrore e paura a Modena: terrorista radicalizzato, folle o altro?
Modena: il folle solitario che trasforma la propria automobile in un’arma micidiale, lanciandola a tutta velocità sulla folla inerme
È un incubo che credevamo di poter (magari solo inconsciamente) scampare più o meno per sempre.
Il folle solitario che trasforma la propria automobile in un’arma micidiale, lanciandola a tutta velocità sulla folla inerme.
La fotografia di quanto accaduto ieri pomeriggio a Modena, in un tranquillo pomeriggio di primavera. Un episodio tragicamente simile a quelli che insanguinarono altri Paesi europei con bilanci terrificanti.
È quello che abbiamo visto e rivisto nei video delle telecamere di sorveglianza, nelle immagini riprese dai passanti ieri pomeriggio a Modena, dai testimoni. In fotografie dei feriti troppo crude per essere pubblicate, esattamente come i filmati che abbiamo dovuto “pixelare“. Alcuni troppo atroci e inguardabili per poter anche solo pensare di essere pubblicati. Un abbraccio forte e sentito a ciascuna delle vittime.
Abbiamo anche visto il 31enne responsabile di questo atto terroristico e vigliacco cercare di darsi alla fuga e, mentre fuggiva, provare ad accoltellare i cittadini che hanno avuto la prontezza, il fegato, la capacità e la lucidità di affrontarlo, buttarlo a terra e aspettare l’arrivo delle forze dell’ordine.
È successo anche in Italia, dunque, quello che è accaduto sulle strade della Francia o della Germania.
Per capire quanto si possano avvicinare fra loro gli episodi, però, andranno analizzati i tratti psicologici dell’attentatore, che a un primo esame suggeriscono prudenza prima di assegnargli un profilo ben definito.
Non è tanto l’essere nato in Italia (a Bergamo), essere di “seconda generazione” a distinguerlo da chi in Europa ha messo a segno attentati orribili. Agli stessi passanti intervenuti per placcarlo, l’uomo è apparso completamente fuori di testa, come fosse drogato o ubriaco. Circostanza che ha poi trovato una sorta di conferma nelle cure psichiatriche a cui il trentunenne sarebbe stato sottoposto.
Il che, vogliamo essere chiarissimi, non riduce di nulla le sue responsabilità e la volontà omicida, ma impone di capire con chi abbiamo a che fare.
Un radicalizzato di seconda generazione o un folle? Un uomo il cui istinto assassino è stato “armato” da pessimi maestri come accaduto in casi analoghi in giro per il continente o un pazzo che ha cercato in un atto di pura follia non si sa bene cosa?
Dovremo capire, fin nei dettagli, sapendo che davanti a una volontà omicida del genere le difese sono pochissime e ben labili.
Di Fulvio Giuliani
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