Pokémon: fra frodi, truffe e furti
Frodi, truffe, furti: la bolla Pokémon. Con l’Italia che è allineata al trend che si è sviluppato negli Usa e in Europa
Pokémon: fra frodi, truffe e furti
Frodi, truffe, furti: la bolla Pokémon. Con l’Italia che è allineata al trend che si è sviluppato negli Usa e in Europa
Pokémon: fra frodi, truffe e furti
Frodi, truffe, furti: la bolla Pokémon. Con l’Italia che è allineata al trend che si è sviluppato negli Usa e in Europa
Frodi, truffe, furti. Una “bolla”. La bolla Pokémon. Con l’Italia che è allineata al trend che si è sviluppato negli Usa e in Europa. Si parte dall’ultimo caso, che è poi minore rispetto a tanti altri. Al Comicon, la festa internazionale dei fumetti in corso a Napoli, è stata da poco recuperata una card da oltre 1300 euro, rubata e poi rivenduta dai ladri in un altro stand della fiera a 800 euro. Un episodio, uno di una lunga serie legata ai personaggi nati dalla penna di Satoshi Tajiri.
Ben peggio è accaduto a Washington. Lì a marzo due ladri hanno sfondato una vetrina rivestita in vinile di un negozio, 10mila dollari di bottino in carte Pokémon. Ci sono stati furti in negozi di articoli da collezione a Las Vegas, New York, Vancouver, Nottingham. Sul fronte furti, solo in Inghilterra sono stati stimati danni da oltre mezzo milione di dollari in “Pokémon cards”. E ci sono rivenditori in Inghilterra, come raccontato dalla Bbc, che hanno smesso di vendere le carte dei Pokémon. Perché è diventato un affare assai rischioso, proprio a causa dei furti e delle rapine per le card dei personaggi giapponesi.
Per comprendere il mercato impazzito dei Pokémon bisogna tornare ai tempi della pandemia
Per comprendere – o almeno provare a farlo – il mercato impazzito dei Pokémon bisogna tornare ai tempi della pandemia. Durante il lockdown, il mercato del collezionismo è esploso: i prezzi medi delle carte sono aumentati del 500% in meno di due anni. Nel 2021, una singola carta Pokémon viene battuta all’asta per oltre cinque milioni di dollari non a Sotheby’s per intenderci, ma su una piattaforma di vendite online.
Un punto di non ritorno. Sono arrivate le card ad edizione limitata, quelle speciali. Ecco quindi che investitori esterni, fondi e creator hanno creato un mercato come se fosse una borsa valori. E questo perché The Pokémon Company ha stampato tirature limitate di special cards. E ha prodotto l’effetto speculativo e il famoso “hype”, alimentato dai social e dalle piattaforme online.
Si è creato un tipo di prodotto ad altissimo valore, facilissimo da rivendere online e anche difficile da tracciare
Così si è creato un tipo di prodotto ad altissimo valore, facilissimo da rivendere su eBay e anche difficile da tracciare. Secondo il sito di carte collezionabili Card Ladder, il valore delle cards Pokémon è cresciuto del 145% nell’ultimo anno, con acquirenti che avrebbero speso solo a gennaio 450 milioni di dollari nelle operazioni di compravendita. Anche se in Giappone la “bolla” pare che inizi a sgonfiarsi: molti rivenditori specializzati nella vendita di carte collezionabili starebbero per chiudere proprio per colpa dello scoppio della bolla, poiché i collezionisti starebbero vendendo le loro raccolte per passare alla collezione di altri memorabilia.
Ovviamente il fenomeno Pokémon è presente anche in Italia: Roma, Latina, Milano, Frosinone, sono solo alcune delle città in cui si sono verificati spiacevoli episodi legati alla compravendita e al furto delle carte da collezione Pokémon. Ad ottobre si è verificata una truffa da mezzo milione di euro, scoperta dalla Guardia di Finanza di Milano, realizzata su eBay da quattro tarantini che hanno cercato di vendere una falsa collezione di carte. In provincia di Latina un uomo di 36 anni è stato gambizzato a bordo della sua auto perché accusato da un secondo uomo – autore dell’atto – di aver rubato alcune carte Pokémon dal valore di migliaia di euro.
di Nicola Sellitti
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