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Alleanza sulle batterie per arginare il dominio tecnologico cinese

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Mercedes-Benz investirà nel Green e acquisirà un terzo del capitale dell’Automotive Cells Company, diventandone socio. Una mossa strategica per ridurre l’enorme gap tecnologico dell’Europa rispetto a Cina e Usa.

Alleanza sulle batterie per arginare il dominio tecnologico cinese

Mercedes-Benz investirà nel Green e acquisirà un terzo del capitale dell’Automotive Cells Company, diventandone socio. Una mossa strategica per ridurre l’enorme gap tecnologico dell’Europa rispetto a Cina e Usa.
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Alleanza sulle batterie per arginare il dominio tecnologico cinese

Mercedes-Benz investirà nel Green e acquisirà un terzo del capitale dell’Automotive Cells Company, diventandone socio. Una mossa strategica per ridurre l’enorme gap tecnologico dell’Europa rispetto a Cina e Usa.
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La Automotive Cells Company (Acc) – nata nel 2020 per iniziativa di Psa (oggi Stellantis) e di Total – accoglierà la Mercedes-Benz tra i suoi azionisti. La joint venture per la produzione di batterie ha infatti firmato un’intesa preliminare con la casa automobilistica tedesca che sarà socio per un terzo del capitale e sosterrà l’espansione di Acc fornendo tecnologie e competenze produttive. Il programma Green Deal ha come obiettivo quello di colmare il ritardo tecnologico dell’Europa nei confronti di Cina e Usa. Si consideri, in particolare, che quasi l’85% degli investimenti in intelligenza artificiale è concentrato in aziende americane e cinesi (fonte McKinsey Global Institute). L’Unione europea sta quindi rispondendo a questo deficit di innovazione che negli anni precedenti la pandemia (2017-2020) si è rivelato – e non poteva essere diversamente – anche un deficit di competitività. Nel 2017 l’Europa ha interrotto la sua crescita e, in particolare, la locomotiva tedesca ha smesso di trainare anche la nostra economia. Non a caso sono questi gli anni della cosiddetta ‘crescita debole’. L’elettrificazione della mobilità è centrale nel Green Deal per il raggiungimento degli obiettivi di carbon neutrality entro il 2050. Per la Cina, il medesimo obiettivo è fissato al 2060. L’economia premierà, come sempre, gli innovatori: ma per innovare la tecnologia è essenziale. Da questo punto di vista, l’alleanza Stellantis-Mercedes è il segno che l’Unione europea si sta muovendo in modo deciso per sfidare il dominio tecnologico di Cina e Usa. In particolare, il mercato delle batterie è presidiato proprio dalla Cina (anche da Australia e Usa, ma in parte minore). Già nel 2018-2019 l’Europa lanciava alcuni progetti strategici nell’ambito della microelettronica e dell’hipe performing computing per dotare l’Unione della capacità di elaborazione dati al pari dei nostri competitor stranieri. Un anno fa nasceva la piattaforma di cloud computing Gaia-X, promossa in particolare da Germania e Francia e dai loro principali fornitori di servizi cloud. L’ultimo grande progetto di innovazione tecnologica attivato è proprio quello delle batterie: l’Unione europea ha cioè l’ambizione di creare un’industria delle batterie che sia funzionale non solo alla mobilità elettrica ma anche alle energie rinnovabili, in quanto l’accumulo di energia diventa fattore rilevante e vettore per la transizione energetica. La grande industria francese e tedesca è, come si evince, il motore della trasformazione e della ripartenza dell’economia europea. Da parte sua, la nostra Pmi è ampiamente inserita nelle grandi catene del valore e, al loro interno, genera processi di innovazione decisivi con il suo dinamismo e con la sua qualità. Ecco perché il Green Deal è un’occasione importante anche per il nostro Paese. di Giuseppe Sabella

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