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Apple Pay finisce nel mirino dell’Antitrust UE: cosa rischia?

L’UE ha avviato un’azione antitrust contro il colosso americano per presunto abuso di posizione nell’utilizzo di Apple Pay. Le responsabilità verranno verificate, mentre Oltremanica non mancano le critiche a Bruxelles.

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Il capitalismo è libertà con qualche regola. Tra le regole vi è da sempre il tema dell’antitrust, per evitare posizioni dominanti e iper-concentrazioni contrarie al mercato stesso. L’Unione europea in questi giorni ha avviato un’azione antitrust nientemeno che contro Apple la quale, per la Commissione europea, si sarebbe resa responsabile di un abuso di posizione dominante limitando l’accesso alla tecnologia che è alla base del sistema di pagamento elettronico mobile Apple Pay.

Secondo il commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, le informazioni raccolte sinora indicherebbero che Apple avrebbe violato le regole europee a danno di potenziali concorrenti, impedendogli di sviluppare altri sistemi di pagamento elettronico che utilizzino dispositivi Apple. Nel caso in cui le accuse venissero confermate, Apple potrebbe trovarsi con una sanzione pari sino a un massimo del 10% del fatturato.

In attesa che l’azienda controbatta alle accuse dell’Ue, la notizia ha fatto il giro del mondo finendo sulle prime pagine del “Wall Street Journal” e del “Financial Times”. Secondo quest’ultimo sarebbe un altro attacco di Bruxelles contro la società di maggiore capitalizzazione tra quelle quotate in Borsa in tutto il mondo. La domanda da porsi, una volta appurati i fatti, è semplice: i giganti devono rispettare le regole del mercato oppure no? Secondo l’Ue sì (di recente è stato trovato l’accordo sul Digital Market Act, la normativa con cui l’Ue porrà limiti più stringenti ai giganti hi-tech). Come darle torto!

di Jean Valjean

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