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Le due Italie

La vicenda del denaro elettronico ha creato una faglia fra due Italie: una disfida trasformatasi in uno dei volti peggiori del populismo.
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Le due Italie

La vicenda del denaro elettronico ha creato una faglia fra due Italie: una disfida trasformatasi in uno dei volti peggiori del populismo.
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Le due Italie

La vicenda del denaro elettronico ha creato una faglia fra due Italie: una disfida trasformatasi in uno dei volti peggiori del populismo.
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La vicenda del denaro elettronico ha creato una faglia fra due Italie: una disfida trasformatasi in uno dei volti peggiori del populismo.

Scrivo oggi sulla prima pagina de La Ragione ancora una volta della questione Pos e contante. Approfondisco qui, invece, un aspetto della vicenda denaro elettronico con cui è meglio fare subito i conti, senza nasconderla sotto il tappeto: su questi temi si è aperta una vera e propria faglia fra due Italie.

Chi semplicemente vorrebbe vivere nel XXI secolo, senza rompere le scatole a nessuno (citazione voluta) e chi non vede l’ora di approfittare di battute senza senso, uscite scomposte e ridicole sceneggiate per sentirsi finalmente autorizzato a mandare pubblicamente a stendere tutti questi noiosi individui e probabili affamatori del popolo, oggi identificati in chi abbia l’ardire di voler utilizzare il bancomat per le piccole spese quotidiane. Un atto oggettivamente rivoluzionario nell’Europa del 2022…

Una disfida totalmente ridicola che è finita per sfuggire di mano, trasformandosi in uno dei volti peggiori del populismo: quello che si nutre di rifiuto della modernità. Intesa invariabilmente come una fregatura per il “popolo”, nel caso specifico affamato dalle banche che allungano i loro perversi tentacoli attraverso il denaro elettronico. Del resto, quando si ripete ossessivamente che l’unica moneta di corso legale è il contante stampato dalla Banca centrale europea – manco bancomat e carte di credito scambiassero fiorini o sesterzi – cosa si pretende? Quando si dà l’idea che chiunque voglia pagare una corsa in taxi con il bancomat è un “nemico” dei tassisti (mai abbastanza maledette le corporazioni) o un ispettore fiscale sotto mentite spoglie cosa ci si può aspettare, se non una faglia che lentamente si allarga?

Persino comica, se vogliamo, ma non priva di aspetti pericolosi. Perché mai dovremmo cedere alla tentazione di spaccare la società su alcunché, figurarsi un bancomat.

Di Fulvio Giuliani

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