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POS non collegato alla cassa? Dal 20 aprile scattate le sanzioni per quei negozianti “distratti”

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Ricevere lo scontrino del POS non è come ricevere quello del registratore di cassa. Pagare con carta infatti non implica che il negoziante paghi automaticamente le tasse. Dal 20 aprile però ci sono importanti novità che ci spiega in maniera semplice Lorenzo Vannucci, fondatore di Cassadigitale

POS non collegato alla cassa? Dal 20 aprile scattate le sanzioni per quei negozianti “distratti”

Ricevere lo scontrino del POS non è come ricevere quello del registratore di cassa. Pagare con carta infatti non implica che il negoziante paghi automaticamente le tasse. Dal 20 aprile però ci sono importanti novità che ci spiega in maniera semplice Lorenzo Vannucci, fondatore di Cassadigitale

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POS non collegato alla cassa? Dal 20 aprile scattate le sanzioni per quei negozianti “distratti”

Ricevere lo scontrino del POS non è come ricevere quello del registratore di cassa. Pagare con carta infatti non implica che il negoziante paghi automaticamente le tasse. Dal 20 aprile però ci sono importanti novità che ci spiega in maniera semplice Lorenzo Vannucci, fondatore di Cassadigitale

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Sarà capitato a tutti almeno una volta di pagare col bancomat, ricevere lo scontrino del POS, e non fare caso al fatto che non sia stato consegnato parimenti lo scontrino vero e proprio, quello del registratore di cassa. In molti non vi prestano attenzione, convinti che sia sufficiente usare  la carta di debito o di credito perché l’esercente, su quella transazione, poi paghi in automatico le tasse. Sbagliato. Perché ciò accada infatti è necessario che il registratore di cassa sia collegato al dispositivo del POS. Cosa non sempre vera.

Da poco però ci sono importanti novità che dovrebbero spingere a una maggiore trasparenza e dunque legalità. Per tutte quelle attività che ancora non hanno ottemperato a questo aspetto tecnico – così come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 – dal 20 aprile sono scattate le sanzioni per sollecitare anche quegli ultimi negozianti ritardatari, furbetti o semplicemente “distratti”. Le multe potranno arrivare fino a 4000 euro con rischio sospensione delle attività. 

“Avere i due dispositivi collegati permette all’Agenzia delle Entrate di leggere con maggiore chiarezza i flussi di cassa e quindi identificare meglio le differenze tra incassi POS e corrispettivi – spiega Lorenzo Vannucci, fondatore di Cassadigitale, un’app che permette di usare il proprio cellulare o tablet per inviare scontrini elettronici senza registratore di cassa integrandola già al POS  – Già da ora in ogni caso, grazie alla collaborazione con le banche e istituti di pagamento, l’Agenzia è in grado di capire velocemente se i due dispositivi siano collegati o meno”. 

Prima di analizzare nel dettaglio la situazione, è bene fare un passo indietro: il 30 giugno 2022, con l’obiettivo di contrastare il nero,  venne introdotta l’obbligatorietà di garantire il pagamento tramite carta di debito o credito presso le attività commerciali. Un’imposizione che sollevò da subito una marea di proteste legate alle commissioni che i provider POS – quelle società che forniscono la tecnologia POS come Sum Up o Nexi, per citare due nomi tra i più diffusi – applicavano alle transazioni sulle cifre più basse come 5 e 10 euro. Sebbene ad oggi non esista una legge che imponga loro di azzerare le commissioni sui piccoli importi, molti Provider POS decisero di abbatterle completamente per assecondare le rimostranze dei negozianti (salvo però aumentarle magari sulle cifre più alte). 

“Per operare nella legalità un esercente deve affrontare costi non indifferenti: servono configurazioni tecniche, manutenzione e l’intervento di fornitori esterni  – continua Vannucci –  Una macchinetta POS, per esempio, può arrivare a costare anche 400 euro mentre un registratore di cassa ha costi iniziali che oscillano tra i 400 e i 1000 euro. La manutenzione legata agli aggiornamenti normativi e tecnici richiede dai 100 ai 400 euro. Cassadigitale abbatte il fino al 70% di questi costi: in unico dispositivo, che è il proprio cellulare o tablet, si hanno le funzioni per l’invio di scontrini elettronici senza registratore di cassa, integrazione col dispositivo POS ed aggiornamenti automatici tramite la nostra app a fronte di un canone di 55 euro più IVA l’anno”

Questa app, inoltre, comunica direttamente con l’Agenzia delle Entrate facendo in automatico quello che molti esercenti fanno ancora a mano ogni giorno: comunica ogni singola transazione al Fisco in quello che in gergo viene detto “documento commerciale online” (introdotto nel gennaio del 2020 per trasmettere i corrispettivi senza registratore di cassa). 

Lorenzo Vannucci è un giovane imprenditore da sempre appassionato di tecnologia che sta avendo un discreto successo grazie a quest’app fondata quando aveva appena 20 anni e su cui gli investitori hanno subito puntato con finanziamenti importanti. Nato a Livorno – “e pensare che avevo 4 in informatica” scherza – la prima società l’ha fondata a 18 anni quando ottenne il suo primo ingaggio da un cliente di Pisa che gli chiese un’integrazione al proprio registratore di cassa. Da lì il lampo di genio che gli fece subito capire che il settore andava necessariamente semplificato con interfaccia di cassa unica e intuitiva. Possibile che gli unici a non averlo ancora capito siano proprio quelli del Fisco? 

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