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Almasri, denuncia alla Corte dell’Aia contro il governo italiano. Il caso martedì al Parlamento Europeo

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La Procura internazionale dell’Aia ha ricevuto una denuncia sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia”. Nessuna indagine aperta

Meloni e Nordio

Almasri, denuncia alla Corte dell’Aia contro il governo italiano. Il caso martedì al Parlamento Europeo

La Procura internazionale dell’Aia ha ricevuto una denuncia sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia”. Nessuna indagine aperta

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Almasri, denuncia alla Corte dell’Aia contro il governo italiano. Il caso martedì al Parlamento Europeo

La Procura internazionale dell’Aia ha ricevuto una denuncia sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia”. Nessuna indagine aperta

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La Procura internazionale dell’Aia ha ricevuto una denuncia sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma” in merito alla vicenda Almasri. Alcune fonti della Corte hanno precisato che non è stato avviato nessun fascicolo e non sarà aperta alcuna indagine nei confronti del governo italiano. Come anticipato dagli europarlamentari 5 stelle, Danilo Della Valle e Gaetano Pedullà, il caso sarà discusso martedì sera a Strasburgo al Parlamento Europeo.

Nella denuncia – trasmessa dai legali di un rifugiato sudanese che nel 2019 raccontò agli investigatori internazionali di aver subito torture, insieme alla moglie, dal generale libico Almasri – riportata dal quotidiano Avvenire e ricevuta dall’Ufficio del Procuratore, che l’ha trasmessa al cancelliere e al presidente del Tribunale internazionale, sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi: i due ministri hanno riferito proprio ieri in Parlamento per ricostruire i fatti.

23 pagine – depositate all’Aia “corredate da numerosi allegati” in cui si precisa che Almasri entrò in Italia il 6 gennaio e rientrò il 18 gennaio, come precisato dal legale di front-Lex – nelle quali Meloni, Nordio e Piantedosi sono indicati come “sospettati” che “non hanno provveduto a consegnare il generale alla Corte penale internazionale” e avrebbero “abusato dei loro poteri esecutivi per disobbedire ai loro obblighi internazionali e nazionali”. In particolare, viene citato l’articolo 70 dello Statuto di Roma che disciplina i provvedimenti contro chi ostacola la giustizia internazionale.

Di Claudia Burgio

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