La farsa che deve preoccupare
| Politica
Il ricorso ai referendum farsa è un vecchio vizio del Cremlino e di Vladimir Putin. Un classico più in generale delle dittature con sogni espansionistici: mascherare maldestramente con qualche consultazione farlocca la realtà
La farsa che deve preoccupare
Il ricorso ai referendum farsa è un vecchio vizio del Cremlino e di Vladimir Putin. Un classico più in generale delle dittature con sogni espansionistici: mascherare maldestramente con qualche consultazione farlocca la realtà
| Politica
La farsa che deve preoccupare
Il ricorso ai referendum farsa è un vecchio vizio del Cremlino e di Vladimir Putin. Un classico più in generale delle dittature con sogni espansionistici: mascherare maldestramente con qualche consultazione farlocca la realtà
| Politica
AUTORE: Fulvio Giuliani
I referendum annunciati ieri, accompagnati dal discorso fantasma dello zar rinviato forse a oggi, non sfuggono a questa regola e non possono sorprendere più di tanto.
Denunciano l’estrema debolezza politica e sul terreno dell’uomo del Cremlino, costretto a giocarsi il tutto per tutto anche in territori che neppure controlla militarmente. Un azzardo molto diverso dai tempi della Crimea, quando il mondo non era certo compatto come oggi contro Mosca. Ai tempi l’Ucraina era debolissima ed era stata completamente spiazzata da un’operazione veloce e “pulita“, rispetto al disastro in cui si sono andate a ficcare la Russia dello zar e la sua sgangherata armata in questi allucinanti sei mesi.
Le mosse degli uomini ossessionati, però, vanno sempre osservate con estrema cura, ancor più quando finiscono nell’angolo. Perché nascondono disperazione e la pericolosissima attitudine a giocarsi in un colpo solo tutte le carte rimaste. Putin sa perfettamente che nessun Paese e organismo internazionale – tranne il solito club dei paria – riconoscerà mai questa cialtronata, ma ne ha un disperato bisogno sul piano interno, per spingere un’opinione pubblica che comincia a mostrare le prime crepe a pensare in termini di “patria“.
Trasformare su carta quei territori ucraini, vasti come il Portogallo, in “Russia“ giustificherebbe una propaganda e una politica sempre più dure e improntate alla mobilitazione. E aprirebbe opzioni militari da incubo. Il classico puntello dei dittatori in crisi.
Una pessima notizia quella di ieri, insomma, che rischia di allungare ulteriormente l’orizzonte della guerra. Una realtà con cui dovrà fare i conti il futuro governo italiano e nessuno potrà nascondere sotto il tappeto, come sognerebbe chi non sa vedere alternative alla politica dell’ombelico e degli orizzonti ristretti.
Di Fulvio Giuliani
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Salone del Mobile al via, Giorgia Meloni opta per un outfit “furbo” – IL VIDEO
21 Aprile 2026
È cominciato martedì 21 aprile – durerà fino a domenica – il Salone del Mobile 2026. Una delle fie…
Meloni attaccata dalla tv russa: il conduttore Solovyov la insulta (in italiano). La replica della presidente del Consiglio: “Un solerte propagandista di regime”. Solidarietà di Mattarella. Tajani convoca l’ambasciatore della Russia
21 Aprile 2026
Il conduttore e giornalista russo Vladimir Solovyov – vicino alle posizioni del Cremlino – ha insu…
Meloni e il dl sicurezza: “Nessun pasticcio, la norma sui rimpatri resta. Decreto ad hoc per i rilievi del Colle”
21 Aprile 2026
“La norma sui rimpatri resta”, così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’arrivo al Salon…
Dl sicurezza, da Mattarella stop alla norma sui rimpatri. Niente emendamento, possibile nuovo decreto
21 Aprile 2026
Niente emendamento di modifica al Dl Sicurezza della norma sugli avvocati. Tempi troppo stretti pe…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.