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Elezioni, meglio il centrodestra. A Venezia segnale importante

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Elezioni comunali: è indiscutibile che due o tre risultati dicano qualcosa di molto interessante anche in ottica nazionale

Elezioni

Elezioni, meglio il centrodestra. A Venezia segnale importante

Elezioni comunali: è indiscutibile che due o tre risultati dicano qualcosa di molto interessante anche in ottica nazionale

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Elezioni, meglio il centrodestra. A Venezia segnale importante

Elezioni comunali: è indiscutibile che due o tre risultati dicano qualcosa di molto interessante anche in ottica nazionale

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Sgomberiamo subito il campo dalla ovvia e al contempo corretta premessa: si è trattato di un turno amministrativo, si andava alle urne per eleggere i sindaci in comuni piccoli, piccolissimi e in città di medie dimensioni – alcune delle quali di indiscutibile valore politico e simbolico – ma pur sempre in un quadro strettamente amministrativo.

Fatta la doverosa premessa, è indiscutibile che due o tre risultati dicano qualcosa di molto interessante anche in ottica nazionale.

A Venezia, diciamola fino in fondo, il centrodestra si aspettava di perdere e invece ha vinto al primo turno, oltretutto con un candidato non da “vetrina”. Se pensiamo che a lungo si è fatto il nome dell’ex presidente della Regione e “doge” Luca Zaia, il neo sindaco Simone Venturini appariva poco più di un peone della politica. E invece il 38enne ex assessore ha sbaragliato il “campo largo”, dimostrando che – almeno a livello di amministrative – la somma algebrica non esiste o, se esiste, può non essere sufficiente a battere il centrodestra. Anche perché, sempre in occasione del voto locale, l’apporto del Movimento 5 Stelle è del tutto trascurabile, in special modo al Nord.

Trasferendoci al Sud, a Reggio Calabria ha stravinto il centrodestra e chi si aspettava un effetto “rimbalzo” delle polemiche legate al ponte sullo stretto è rimasto ampiamente deluso, così come i sostenitori di un “campo largo” letteralmente spazzato via dalla vittoria di Cannizzaro 65 a 25.

Fate la somma e capirete perché Giorgia Meloni ha potuto maramaldeggiare sul crollo annunciato e… rimandato.

A Salerno, quinto trionfo personale per l’ex governatore campano Vincenzo De luca e nemico giurato della leader del Partito democratico Elly Schlein. Trionfo personale, lo ripetiamo, con percentuali bulgare e nonostante l’assenza persino del simbolo del Pd in suo sostegno. Anche questo non esattamente il massimo per l’ipotesi dell’alleanza con il M5S.

Per carità, ci sono altre vittorie di rilievo del centrosinistra come a Pistoia, ma se si aspettava questa tornata elettorale per dar fiato a quello che sembra il progetto unitario dell’opposizione in vista delle politiche 2027, forse è meglio passare al prossimo giro. Pur con tutte le premesse di questo mondo.

Di Fulvio Giuliani

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