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I guasti veri del reddito

Il peccato mortale di fare campagna elettorale, nel Mezzogiorno, come se i soldi piovessero dal cielo grazie al reddito di cittadinanza.

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Ormai non facciamo neppure più finta – non noi osservatori, ma il Paese intero – che il reddito di cittadinanza sia uno strumento per accompagnare i lavoratori verso un nuovo impiego. La bandiera del Movimento Cinque Stelle ha gettato la maschera: pura assistenza, che vale oro nelle urne del Sud.

Antipatico da leggere? Molto più brutto dover prendere atto che in pieno III millennio questo modo di fare, questo propagandare una vita sulle spalle degli altri, senza guizzi, senza il fuoco della passione e della crescita individuale possa ancora valere un tesoro in termini elettorali. Tanto è vero che il leader grillino Giuseppe Conte sta facendo campagna elettorale esclusivamente nel meridione e solo parlando di bonus, mentre da qualche mese abbiamo segnalato come il reddito sia improvvisamente cominciato a piacere a molti.

Con l’esclusione di Giorgia Meloni, Matteo Renzi e Carlo Calenda – è un fatto, qui non c’entra nulla propendere per l’uno per l’altro – gli altri partiti hanno gradualmente cominciato a riscoprire il provvedimento che avevano anche pesantemente osteggiato. Nessuna valutazione di merito, semplicemente la consapevolezza che valga un botto di voti e che lasciarli tutti al M5S deve sembrare proprio uno spreco.

Nulla più del reddito di cittadinanza testimonia la ristrettezza di visione, traguardi e orizzonti della politica italiana degli ultimi anni. I guasti provocati sono innumerevoli, ma nulla di grave, pericoloso e duraturo come il senso di ineluttabilità dello sfacelo socio economico del Sud che lascia al suo passaggio.

Questo è un peccato mortale: andare a dire al Mezzogiorno d’Italia, sventolando quattrini, che la strada è fatta di soldi piovuti dal cielo, non di formazione, qualità, impegno e fatica.

E così i migliori continueranno ad andarsene sempre di più, quando per migliori intendiamo le decine di migliaia di cervelli che affollano il resto d’Italia e l’Europa. Un impoverimento culturale e qualitativo devastante che sta spingendo il Sud a una realtà di depressione e ad accumulare occasioni perse.

Qualcuno dirà che si sta esagerando a individuare tutte le colpe in un singolo provvedimento, ma se in campagna elettorale il tema Sud non esiste o viene tirato fuori ricorrendo a stereotipi e soluzioni vecchi di quarant’anni, non può che vincere l’unica arma che qualcosa di concreto lo fa: regalare soldi.

Di Fulvio Giuliani

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