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I rapporti di forza fra politica assente e governo operante

Al porto di Trieste il presidio farlocco è stato abbandonato dai portuali incaponitisi. Un gruppo di persone è stato sgomberato dalle forze dell’ordine con l’uso di idranti. A Roma, in condizioni ed ere diverse, sarebbe successo il finimondo.

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Se volete avere un’idea dei rapporti di forza, senza distrarvi con le amministrative, non dovete guardare a Trieste, ma a Roma. Al porto il presidio farlocco è stato abbandonato dai portuali incaponitisi, posto che tutti gli altri non hanno mai smesso di lavorare, felicemente dotati di Green Pass. Epperò un gruppo di persone, esterne, pretendevano di restare nell’area del porto. Sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine, anche con l’uso di idranti. Normale ordine pubblico, a Trieste.

A Roma, in condizioni ed ere diverse, sarebbe successo il finimondo, soprattutto il sindacato sarebbe insorto. Invece plaude. Si sarebbe detto che quella è un’idea di destra dell’ordine pubblico e si sarebbe visto schiumare la rabbia rossa. Invece è la destra a mugolare, ma senza convinzione. Anzi: è oramai convinta che è stata una sciocchezza blandire quella roba. A Palazzo Chigi un governo che governa, con una maggioranza vastissima in cui nessuno è indispensabile. Questi i rapporti di forza. Chiari. Dopo tanto avere parlato, a sproposito, di ‘uomo forte’ capita un governo solido, che non si lascia condizionare, parlando sottovoce.

Siccome ne siamo felici, guardiamo nell’ombra. A questo giro i favorevoli alle proteste – contro il pass, quindi contro il governo – erano di destra. Siccome erano sicuri fascisti quelli che hanno messo in atto la violenza, nella manifestazione romana, sindacati e sinistra si sono dati convegno, una settimana dopo, quando la legge (cancelliamola) impone il silenzio elettorale, per manifestare contro ogni fascismo. Uso strumentale? Anche, certo. Ma ci sta, visto che erano anche autorizzati.

Gliecché, intanto, a Milano la violenza aveva una marca che si definisce anarchica (sperando le anime degli anarchici veri non se ne abbiano a male). Perché la destra non ha promosso una manifestazione nel capoluogo meneghino? Lenta di riflessi, presa in contropiede e su un terreno che non è il proprio, non ha saputo reagire. Legge e ordine, di solito, dovrebbero essere cose di casa. Ma si può convenire siano affari loro.

Il punto è: c’è una minaccia alla libertà collettiva? C’è una minaccia al buon costume nel sentire tanti sprovveduti citare a casaccio la Costituzione, che mai lessero. Ma il problema c’è, perché si è anche sentito che sono una minoranza, in quanto tale delegittimata a farsi sentire. Invece sono proprio le minoranze a doversi far sentire. Sebbene, naturalmente, non a volersi imporre, perché quella sarebbe la fine della libertà.

Sono orribili le dittature delle minoranze, ma non è che siano migliori quelle delle maggioranze. Sicché, alla fine, il punto è che in libertà si devono potere rappresentare tutti gli interessi e tutte le idee, ove non criminali in partenza. Il nostro guaio, quindi, non sono interessi e idee, ivi compresi quelli che non si condividono o giudichiamo orribili, ma la rappresentanza. E siamo al punto di partenza: quando la politica diventa mero propagandismo si pratica un insopportabile trasformismo e si perde agibilità democratica. È la politica a dovere cambiare, se non vuole siano gli idranti a svegliarla.

 

di Gaia Cenol

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