Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

La premier nella giacca

|

La premier Giorgia Meloni chiusa nella sua giacca si è guadagnata l’onore di fotonotizia sul Wall Street Journal… ma anche molto di più

La premier nella giacca

La premier Giorgia Meloni chiusa nella sua giacca si è guadagnata l’onore di fotonotizia sul Wall Street Journal… ma anche molto di più

|

La premier nella giacca

La premier Giorgia Meloni chiusa nella sua giacca si è guadagnata l’onore di fotonotizia sul Wall Street Journal… ma anche molto di più

|

L’immagine della “premier nella giacca” ha fatto il giro del mondo, guadagnandosi l’onore della fotonotizia sul Wall Street Journal.
Giorgia Meloni che polemizza con i deputati dell’opposizione ricorrendo al gioco del nascondino, uno dei più vecchi al mondo, è stata messa nel mirino dalle opposizioni come lampante esempio di scarso rispetto del Parlamento e poca credibilità internazionale del capo del governo italiano. Una lettura un po’ frettolosa o almeno smemorata dei tanti esempi simili dalla propria parte…

La verità è che in questa e tante altre occasioni politici come Giorgia Meloni, ma prima di lei e con diversi stili i vari Matteo Salvini, Matteo Renzi – per tacere dell’insuperabile e insuperato Silvio Berlusconi – hanno semplicemente capito quanto l’elettorato fosse ormai sostanzialmente composto da follower. Molto più che da cittadini interessati H24 ai grandi temi nazionali o internazionali.

Il politico di oggi si muove di conseguenza, sfruttando per puro istinto l’occasione offerta dal momento, senza alcuna remora nel buttare in caciara anche un appuntamento istituzionale come un confronto nelle aule parlamentari. Meravigliarsi di Giorgia Meloni, senza averlo fatto prima dei nomi che abbiamo elencato o di mille altri leader piccoli o grandi pronti a tutto e al contrario di tutto per mostrarsi simpatici, affabili, spiritosi, carini e coccolosi, ma soprattutto uguali ai loro elettori, appare nella migliore delle ipotesi insopportabilmente ipocrita.

Piuttosto, domandiamoci se non sia il caso di ritrovare almeno un briciolo di noiosa distanza fra eletti ed elettori. Di quell’atteggiamento che un tempo era il Vangelo per i politici e che è stato spazzato via dall’avvento dei social. Nessuno pensa di tornare alle tribune elettorali, ad Aldo Moro in giacca e cravatta in spiaggia o a quel grigiume indistinto che la nostra generazione ricorda così bene, ma se anche ci risparmiassero qualche giubbotto di pelle, felpa, giacca sulla testa, dj, cantanti e costumi di varia natura non ci darebbe poi così fastidio.

Sempre che, lo ripetiamo, quello che desideriamo, alla fine della fiera, non sia esattamente questo.

di Fulvio Giuliani

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

L’Europa dei responsabili

04 Aprile 2025
Il progetto è concreto: l’obiettivo è la sicurezza dell’Ucraina e di riflesso dell’intera Europa…

Medici, via i test ma i problemi restano

01 Aprile 2025
Di medici potremmo non averne più. La questione è la stessa da anni, non ci ricordiamo più nemme…

Hadja Lahbib, il kit Ue per la sopravvivenza è una cosa seria

31 Marzo 2025
Hadja Lahbib sorrideva come se stesse discorrendo di una crema solare o di un dentifricio. Invec…

Diplodazia, Meloni fra dazi e diplomazia

31 Marzo 2025
Meloni e le parole al “Financial Times”. Prova a barcamenarsi, rendendo barcamenante l’Italia. M…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI

    Exit mobile version