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La visione del mondo di Kissinger

Henry Kissinger è un protagonista assoluto degli equilibri geopolitici mondiali. È riuscito a spiegare che la storia passata e la geografia del mondo hanno un ruolo incancellabile nella politica del presente

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Da oltre mezzo secolo l’americano Henry Kissinger è un protagonista assoluto degli equilibri geopolitici mondiali. Repubblicano, consigliere di Stato per la sicurezza nazionale e segretario di Stato Usa con i presidenti Richard Nixon e Gerald Ford, è un uomo che da sempre pratica il realismo della politica e del potere, andando incontro anche a feroci critiche, come quelle durissime che gli rivolse anni fa il saggista e giornalista Christopher Hitchens nel suo libro “Processo a Henry Kissinger”.

Comunque la si pensi su di lui, una cosa è certa: Kissinger è riuscito meglio di chiunque altro a spiegare che la storia passata e la geografia del mondo hanno un ruolo incancellabile nella politica del presente e che non è concepibile far politica non tenendo conto di tutto questo oltreché dei fatti che si van consumando di volta in volta. Ecco perché le sue parole recenti sulla Cina e sul tipo di rapporti che gli Usa dovrebbero puntare ad avere con Pechino sono interessanti per il risiko che il mondo sta vivendo dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La guerra di Putin ha compattato le democrazie occidentali nello schierarsi dalla parte di Kiev e nel puntare a un obbiettivo chiaro: sconfiggere lo zar e togliergli via il piattino del potere. Per riuscirci, e qui arriviamo alle parole di Kissinger, non è però pensabile andare contemporaneamente pure contro la Cina. Considerate le tensioni recenti su Taiwan tra Stati Uniti e Pechino e la posizione intransigente assunta dal presidente americano Joe Biden e dai democratici al governo, la linea Kissinger sembra quasi un suggerimento, nella migliore tradizione della politica secondo Nicolò Machiavelli.

Sostiene Kissinger che l’Occidente, a cominciare dagli Usa, debba stare attendo al rischio di «escalation e di incidenti» con la Cina e sottolinea la necessità che le due potenze dialoghino tra loro, «non solo per i problemi immediati» (la questione di Taiwan, ndr.) ma in una prospettiva di medio periodo. Per capire sino in fondo la sua posizione è importante guardare al tema dell’ordine mondiale nel suo insieme, tema da sempre caro a Kissinger sino al punto da averlo messo nero su bianco in un libro dal titolo (appunto) “Ordine mondiale”. Un percorso attraverso la storia in cui l’ex segretario di Stato americano rivisita tutti i momenti chiave dal secondo dopoguerra in avanti, con tanto di riflessione sui rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Un mondo di troppe debolezze e senza alcuni cardini chiave e di equilibrio, di potenze e di potere, è un mondo a rischio caos. Evitarlo resta da sempre la stella cometa di Henry Kissinger. Ovviamente grazie e con la leadership americana

 

Di Massimiliano Lenzi

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