Meloni in un affresco restaurato? Il “caso” a Roma
In un affresco dove prima c’era il volto di un cherubino, adesso sembrerebbe comparire il volto di Giorgia Meloni
Meloni in un affresco restaurato? Il “caso” a Roma
In un affresco dove prima c’era il volto di un cherubino, adesso sembrerebbe comparire il volto di Giorgia Meloni
Meloni in un affresco restaurato? Il “caso” a Roma
In un affresco dove prima c’era il volto di un cherubino, adesso sembrerebbe comparire il volto di Giorgia Meloni
Il polverone sollevatosi dopo il restauro della Basilica di San Lorenzo in Lucina è di quelli che ti fanno controllare due volte se stai leggendo una notizia vera o una pagina satirica: in un affresco dove prima c’era il volto di un cherubino, adesso sembrerebbe comparire un angelo con lineamenti sorprendentemente familiari: quelli della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La faccenda è talmente surreale da sembrare fake. E invece no: la polemica è esplosa sul serio e come spesso accade in Italia quando arte, politica e simboli religiosi si sfiorano, il corto circuito è immediato. L’affresco restaurato diventa un caso nazionale: non più solo pigmenti e pennellate, ma identità, opportunità e inevitabili sospetti.
Nel frattempo il Partito Democratico alza la voce e chiede che il ministro della Cultura, Giuli, coinvolga la Soprintendenza sulla base della notizia pubblicata da Repubblica. Il punto, dicono, non è neppure stabilire con certezza se quel volto sia o non sia quello della premier: la questione è che un intervento su un bene tutelato non può trasformarsi – neanche per sbaglio, neanche “per somiglianza” – in qualcosa che assomigli a una potenziale violazione del Codice dei Beni culturali.
”Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d’ossessione sia arrivata l’opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare che la collega del Pd che ha sollecitato l’intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un’altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l’agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell’Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto”. Lo dichiara Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della commissione Cultura di Palazzo Madama.
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- Tag: politica
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