Giorno della Memoria, Mattarella: “Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale”. Meloni: “Pagina buia, condanniamo la complicità del regime fascista”
Giorno della Memoria, le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Giorno della Memoria, Mattarella: “Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale”. Meloni: “Pagina buia, condanniamo la complicità del regime fascista”
Giorno della Memoria, le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Giorno della Memoria, Mattarella: “Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale”. Meloni: “Pagina buia, condanniamo la complicità del regime fascista”
Giorno della Memoria, le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Bandiere a mezz’asta in Senato, Colosseo illuminato dalle 18:30 e momenti di silenzio nelle scuole. Oggi, 27 gennaio, Giorno della Memoria, si commemorano il giorno in cui nel 1945 venne liberato il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Al Quirinale gli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Presenti altri esponenti del governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Cultura Alessandro Giuli, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il titolare dello Sport, Andrea Abodi.
Giorno della Memoria, le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni
“Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah.
Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche.
Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938.
Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”.
Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella
“Ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell’inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento.
Come se quella discesa dolorosa – ricordata, studiata, analizzata – al punto più oscuro della storia dell’umanità, riservasse sempre la scoperta di nuovi episodi, di nuove pagine, di un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine.
La caccia agli ebrei, le deportazioni su carri bestiame, le selezioni, il freddo… Le torture, la fame, gli esperimenti medici, le esecuzioni di massa, le camere a gas, le ciminiere dei crematori, le marce della morte. Famiglie smembrate e distrutte, omicidi brutali, violenze inaudite, condotte con sadismo o con burocratica impassibilità.
Non soltanto una barbara e improvvisa esplosione di odio e di violenza razziale, quanto una presunta ideologia. Una cosiddetta politica, un vero e proprio sistema di morte costruito negli anni, con malvagia determinazione, fondato sull’odio razziale.
Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna.
La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio. Negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica.
Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio.
Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere. Significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza. Significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso”.
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