Il dado è stato tratto ma è servito soltanto a propinarci una minestrina tiepida e poco corroborante. Le decisioni dell’ultimo Consiglio dei ministri sono un costoso compromesso al ribasso che non migliora in maniera sensibile l’efficacia del contrasto alla diffusione del Covid, che muto ringrazia.
A preoccupare non è soltanto l’aver dovuto cedere alla protervia parolaia di una parte della maggioranza ma il riflesso stanco, burocratico che siffatta scelta tradisce. Le nuove regole entreranno in vigore soltanto il 15 febbraio: una data incomprensibile, utile solo a far festeggiare San Valentino in santa pace ad attempati fidanzatini cinquantenni.
Inutile girarci intorno, l’obbligo vaccinale serve se applicato a tutti i minorenni, che non possono autonomamente decidere e oggi si trovano nel mirino del virus. Quanto alla persistente percentuale di adulti renitenti, imparino che la libertà deve sempre accompagnarsi alla responsabilità: rifiutino pure il vaccino gratis ma in caso di ricovero in terapia intensiva inizino a pagare le cure di tasca propria.
di Vittorio Pezzuto
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