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Olivier Dupuis: europeista visionario e antimilitarista

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Una tessera preziosa si è staccata lunedì 4 maggio dal mosaico che compone la più formidabile armata Brancaleone degli anni Ottanta e Novanta: Olivier Dupuis

Olivier Dupuis

Olivier Dupuis: europeista visionario e antimilitarista

Una tessera preziosa si è staccata lunedì 4 maggio dal mosaico che compone la più formidabile armata Brancaleone degli anni Ottanta e Novanta: Olivier Dupuis

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Olivier Dupuis: europeista visionario e antimilitarista

Una tessera preziosa si è staccata lunedì 4 maggio dal mosaico che compone la più formidabile armata Brancaleone degli anni Ottanta e Novanta: Olivier Dupuis

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Una tessera preziosa si è staccata lunedì 4 maggio dal mosaico che compone la più formidabile armata Brancaleone degli anni Ottanta e Novanta. La parabola di Olivier Dupuis – belga di nascita, europeista per scelta e radicale per necessità – conferma quanto le minoranze laiche, libertarie, federaliste siano capaci di detonare cambiamenti fragorosi. Affermatore di coscienza e antimilitarista, è stato tutto il contrario di un imbelle pacifista. Per non disertare le sue convinzioni ha frequentato per undici mesi le carceri belghe e pur di non arruolarsi fra gli indifferenti si è fatto arrestare nelle piazze oppresse di Praga, Budapest, Dubrovnik, Saigon e Vientiane.

A lungo segretario del Partito radicale (che difese con successo all’Onu dopo che Putin ne aveva chiesto la cacciata per aver dato voce alla resistenza democratica cecena), anche alla sua caparbietà dobbiamo la creazione del Tribunale speciale per la ex Jugoslavia e della Corte penale internazionale. È stato il primo non italiano a essere eletto dal nostro Paese membro del Parlamento europeo. Dopo aver dismesso nel 2005 i panni del politico, aveva indossato per anni quelli del contadino. Tornato quindi a Bruxelles, insisteva da tempo sull’urgenza di una difesa comune europea. Quando un tumore feroce l’ha invaso ha preferito giocare d’anticipo, scegliendo con l’eutanasia giorno e modo del suo commiato. Da oggi la sua tessera tornerà a posto, cementata dal ricordo di chi ha avuto il privilegio di essergli compagno.

di Vittorio Pezzuto

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