PluriNordio, le diverse versioni del ministro della Giustizia
PluriNordio: il ministro della Giustizia Carlo Nordio ritiene che la battaglia di una vita – la separazione delle carriere – valga lo scotto, ma fino a che punto?
PluriNordio, le diverse versioni del ministro della Giustizia
PluriNordio: il ministro della Giustizia Carlo Nordio ritiene che la battaglia di una vita – la separazione delle carriere – valga lo scotto, ma fino a che punto?
PluriNordio, le diverse versioni del ministro della Giustizia
PluriNordio: il ministro della Giustizia Carlo Nordio ritiene che la battaglia di una vita – la separazione delle carriere – valga lo scotto, ma fino a che punto?
Il grande obiettivo politico del governo Meloni, in tema di giustizia, è la separazione delle carriere dei magistrati. Non ci sono dubbi ed è un obiettivo che “La Ragione” appoggia da sempre.
Sull’altare di questa battaglia non si può, però, sacrificare tutto il resto: pensate al proliferare di nuove leggi e ipotesi di reato, peraltro draconiane soltanto in teoria.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha una sua storia che va in direzione opposta ma evidentemente ritiene che la battaglia di una vita – la separazione delle carriere – valga lo scotto. Fino a che punto?
Su Garlasco non basta sostenere una posizione più che condivisibile: dopo una o due assoluzioni non può intervenire una condanna senza che si debba rifare il processo. Se sei il guardasigilli proponi una legge ad hoc, altrimenti sei Nordio l’editorialista.
Nel caso dello scrittore algerino Kamel Daoud (a rischio estradizione in Algeria qualora dovesse venire in Italia per la “Milanesiana”), dichiarare che il tema non si pone «se lo scrittore non verrà» è la prova definitiva che di Nordio in giro ce ne sono diversi.
Di Fulvio Giuliani
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