Reddito, addio dal 2024
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Nella manovra da 35 mld di euro approvata nella notte, è stata approvata una misura da tempo fonte di dibattito: la cancellazione del reddito di cittadinanza.
Reddito, addio dal 2024
Nella manovra da 35 mld di euro approvata nella notte, è stata approvata una misura da tempo fonte di dibattito: la cancellazione del reddito di cittadinanza.
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Reddito, addio dal 2024
Nella manovra da 35 mld di euro approvata nella notte, è stata approvata una misura da tempo fonte di dibattito: la cancellazione del reddito di cittadinanza.
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Il reddito di cittadinanza è stato cancellato. Con ‘calma’, ma viene cancellato. È certo che sarà proprio questa misura, contenuta nella manovra da 35 miliardi di euro approvata nella notte, a scatenare il dibattito politico più acceso. In sostanza, il Reddito sopravviverà per una fase cuscinetto di otto mesi, ma già dall’anno prossimo non saranno più accettate nuove domande, per poi sparire per tutti dal 1’ gennaio 2024. Sarà sostituito da una doppia misura, una di vera e propria lotta alla povertà e un differente pacchetto destinato a chi può lavorare e ha bisogno di formazione e avviamento a un nuovo impiego.
Su un aspetto dell’addio al Reddito ci sentiamo totalmente d’accordo: la sacrosanta assistenza alle fasce di popolazione più disagiate verrà finalmente chiamata per quella che deve essere, pura assistenza. Senza far finta di voler sostenere il reinserimento nel mondo del lavoro con una misura costosissima e che non ha prodotto un posto di lavoro, con l’eccezione dei fuochi fatui dei leggendari navigator. Provare a uscire da questa svenante ipocrisia è un fatto positivo, mentre è tutto da giudicare – non sappiamo di cosa stiamo parlando – il nuovo pacchetto di misure che sarà studiato per il reinserimento nel mondo del lavoro.
Le mitiche “politiche attive“, che in questo benedetto Paese non hanno mai preso realmente forma. È ancora oggi un miraggio persino un database unico di chi cerchi un’occupazione, sbriciolato fra le elefantiache strutture pubbliche e le agenzie private del lavoro.
La cancellazione del Reddito di cittadinanza era un impegno politico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sul quale è finita per trovarsi sola. La Lega, che con il suo voto contribuì al varo del Reddito all’epoca del Conte I, avrebbe probabilmente preferito un approccio più graduale. Forza Italia non può certo dirsi contraria, ma è preoccupata – come il partito di Salvini – dalle ricadute in termini di popolarità. Che al Sud la cancellazione verrà presa molto male è una certezza politica, in quelle aree individuate come terreno di caccia dal leader dei pentastellati Conte, non a caso metaforicamente già salito sulle barricate per difendere il provvedimento-simbolo dei grillini.
Sin qui la politica e ne sentiremo nelle prossime ore. Quanto alla sostanza del messaggio, il Reddito di cittadinanza ha combinato disastri inenarrabili sul piano psicologico, dando l’idea che prepararsi e formarsi al lavoro non sia conveniente. Che semplicemente non valga la fatica e l’impegno. In special modo per chi può raggranellare lavori e lavoretti in nero, con cui integrare l’assegno statale. Una manna per il black e una iattura per chi pensa, come noi, che l’unica strada seria da percorrere sia quella dello studio, della formazione e della preparazione continua. E che di assistenza si muore dentro, mentre il mondo va avanti.
di Fulvio Giuliani
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