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Referendum Giustizia, la vittoria del No e le toghe che festeggiano. Fra applausi, cori, spumante e “Bella ciao” – IL VIDEO

Forse era scritto che il referendum Giustizia dovesse finire così, in tragicommedia. A Milano pm e giudici festeggiano con lo spumante; a Napoli cantano “Bella ciao”

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Forse era scritto che il referendum Giustizia dovesse finire così, in tragicommedia.

A metà strada fra García Lorca (alle cinque della sera l’Anm si è pronunciata con un incipit da grandi momenti: «Oggi è un bel giorno per il nostro Paese») e Paolo Villaggio (al settimo punto percentuale di distacco dal No, Fantozzi cominciò a capire l’antifona).

Non che se il risultato fosse stato l’inverso, le cose sarebbero andate diversamente.

Ma leggere certe cronache fa un certo effetto: quei pm e giudici che hanno seguito gli aggiornamenti dello scrutinio nell’Aula magna del Tribunale di Milano, fino a esplodere in applausi festanti quando uno di loro ha sentenziato «Cosa c’è di più politico della Costituzione?», in mezzo a occhi lucidi e bottiglie di spumante pronte da stappare.

Oppure quella cinquantina di magistrati napoletani felici, cantanti (“Bella ciao”, cos’altro sennò?) e innalzanti calici nella saletta dell’Anm come si fa tra reduci commossi.

Mentre Gratteri faceva sapere di essere nel suo ufficio, al lavoro dalla mattina.

Lui sì.

di Valentino Maimone

Credits video: LaPresse / Gedi

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