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Zaia, i diritti e le ideologie che azzoppano il Paese

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Luca Zaia, ospite del quarto appuntamento della kermesse “Autori in Costa” ci parla di futuro, delle nuove generazioni ma anche della politica che verrà

Zaia, i diritti e le ideologie che azzoppano il Paese

Luca Zaia, ospite del quarto appuntamento della kermesse “Autori in Costa” ci parla di futuro, delle nuove generazioni ma anche della politica che verrà

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Zaia, i diritti e le ideologie che azzoppano il Paese

Luca Zaia, ospite del quarto appuntamento della kermesse “Autori in Costa” ci parla di futuro, delle nuove generazioni ma anche della politica che verrà

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Ti guarda, sorridendo amaro: «Francamente non ho la più pallida idea di che cosa farò, ogni giorno una. L’ultima è alla presidenza del Coni…». Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha risposto così all’inevitabile domanda sul suo futuro politico.

Era l’ultimo tema del quarto appuntamento della rassegna “Autori in Costa”, che dal 2021 viene organizzata da La Ragione all’Hotel Delle Rose di Porto Cervo. Parlando del suo libro “Fai presto, vai piano” – edito da Marsilio – ci siamo confrontati soprattutto sui giovani, sulla generazione dei nativi digitali. Baciati da opportunità pazzesche, se viste con gli occhi di un ragazzo degli anni Ottanta.
Come il Luca Zaia diciottenne raccontato nel libro, che alla vigilia dell’ultimo anno delle superiori intraprese il più classico dei viaggi di formazione con due compagni di classe, a bordo di una Citroën 2 CV. Destinazione Marbella, Spagna.

«Come sottolineo sin dal titolo (che era la raccomandazione di mia madre), i ragazzi devono capire di dover vivere fino in fondo la vita, cogliere le loro opportunità, non arrendersi alla narrazione nostalgica e pessimista che tanti adulti riservano loro» ha spiegato Zaia. «Devono saper coltivare le virtù della pazienza, della prudenza e della consapevolezza delle difficoltà (il “Torna presto” della mamma che si raccomanda ai figli quando escono con gli amici) ma saper anche accettare i rischi del crescere e l’assunzione delle prime responsabilità (il “Vai piano”, esortazione non alla rinuncia ma alla capacità di ponderare le scelte). Devono accettare l’errore, sperimentare e sperimentarsi.

Parlare con Zaia impone il confronto sull’autonomia differenziata, la sfida della sua vita politica: «Mi amareggia l’insistenza sullo ‘spacca Italia’, perché è una colossale fregatura proprio nei confronti dei cittadini del meridione. Sono loro le prime vittime di una mala gestione e di una cattiva interpretazione del centralismo. Non si spacca proprio niente, si invita a un’assunzione di responsabilità, perché non si spartiscano povertà e disservizio ma efficienza e ricchezza».

«Sui diritti ho invocato recentemente una sorta di no fly zone perché non si può andare avanti con questo rinfacciarsi le rispettive ideologie. Si pensi al fine vita». Sulla questione della cittadinanza, Zaia rincara la dose: «Anche qui è tutto un confronto per partito preso, mai qualcuno che si chieda – come invece io faccio – cosa fare della doppia cittadinanza. Quanto allo ius soli, sono personalmente contrario».

Sulla polemica legata allo ius scholae, Zaia è sulla stessa posizione de “La Ragione”: «Adesso è tutto un gran parlare di proposte da sinistra, ma con quella che avrebbe maggior forza – considerata la legge attuale – la differenza sarebbe nell’ordine di due o tre anni… Piuttosto, quando per un ragazzo nato in Italia e che ha frequentato le nostre scuole arriva il momento della cittadinanza sarebbe il caso di non impiegarci quattro o cinque anni».

di Fulvio Giuliani

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