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Doppio cognome: la giurisprudenza anticipa, ma serve una legge

La sentenza della Corte costituzionale sul doppio cognome è storica. Ma adesso serve l’intervento del legislatore, per l’ennesima volta anticipato dalla giurisprudenza.

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La Corte costituzionale ha considerato illegittime tutte le norme che stabiliscono, in automatico, l’attribuzione del cognome paterno al figlio.

Saranno i genitori a scegliere se usarne uno, in questo caso quale, o sommarne due. Leggeremo le motivazioni e capiremo meglio il funzionamento, ma l’impressione è che serva comunque una legge.

Mettiamo che i genitori scelgano il doppio cognome: non essendo regolato in alcun modo il decadere di uno, alla seconda generazione potrebbero ritrovarsi con 4 cognomi, poi 8, 16, 32… Scomodo. Posto che scelgono i genitori, sono tenuti a tenere ferma l’opzione preferita per tutti i figli o ci troveremo con fratelli di diverso cognome?

Il caso dei nobili ci emoziona poco, dato che i titoli sono aboliti dalla Costituzione, ma senza un criterio si perde la traccia familiare anche di noi borghesi. Può darsi sia la realizzazione di un sogno, ma può anche derivarne un incubo caotico.

Una legge è necessaria. Qualcuno comunichi ai parlamentari che sono lì per quello.

di Gaia Cenol

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