Genitori, giovani, sesso e scuola
Per i giovani e i loro genitori il sesso non dovrebbe più essere un tabù. Ce lo dicono gli ultimi dati dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” condotto da Durex e Skuola.net – IL VIDEO
Genitori, giovani, sesso e scuola
Per i giovani e i loro genitori il sesso non dovrebbe più essere un tabù. Ce lo dicono gli ultimi dati dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” condotto da Durex e Skuola.net – IL VIDEO
Genitori, giovani, sesso e scuola
Per i giovani e i loro genitori il sesso non dovrebbe più essere un tabù. Ce lo dicono gli ultimi dati dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” condotto da Durex e Skuola.net – IL VIDEO
Giovani e genitori ci dicono che il sesso non dovrebbe più essere un tabù. A confermarlo sono gli ultimi dati dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” dell’azienda di profilattici Durex, condotto in collaborazione con il sito Skuola.net tra maggio e giugno scorsi su un campione di 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni.
Il 90% dei ragazzi vorrebbe l’introduzione di interventi di educazione sessuale a scuola e si aspetterebbe che ciò avvenisse con il supporto di professionisti qualificati (medici, psicologi ed esperti del settore), considerate le figure più idonee a guidare un percorso educativo serio e informato. Perché se è vero che i giovani vogliono parlare di sesso, è altrettanto vero che ancora oggi non si sentono totalmente liberi di poterlo fare con la propria famiglia.
Ciononostante è interessante considerare anche la posizione dei genitori (per la prima volta inclusi in questi dati statistici): circa l’80% è favorevole all’introduzione di percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. C’è anche un 45,3% convinto che certi programmi dovrebbero partire già dalle scuole medie. A colpire è poi la crescente preoccupazione delle famiglie in relazione agli aspetti emotivi e relazionali: il 28,7% teme che i propri figli possano vivere relazioni ‘tossiche’ e il 19,3% è preoccupato per il rischio di violenze sessuali. Seguono poi i timori legati alle infezioni sessualmente trasmissibili (17,1%) e al mancato uso di metodi contraccettivi (16,3%).
Di Claudia Burgio e Aurora Pesare
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