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Gli amorazzi in ufficio possono far danno

I risultati del sondaggio lanciato da “CareerBuilder” spiega i vari tipi di rapporti amorosi che si possono instaurare in ufficio. Ecco cosa pensano i colleghi delle office romances.

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Si chiamano office romances. “CareerBuilder” ha lanciato un sondaggio a cui hanno risposto 4mila soggetti: il 39% del campione afferma di aver avuto una relazione con un collega (il 17% due), delle quali il 30% è diventata matrimonio. Nella maggior parte dei casi la relazione è stata tra pari grado, tranne un 29% di soggetti che dichiara di avere avuto un flirt con il superiore. Il 20% dice di essere attratto da persone con lo stesso ruolo professionale, la maggior parte dei soggetti si innamora invece di colleghi con mansioni diverse.

Secondo i ricercatori della University of Chicago sono tre gli elementi che influiscono sulla percezione rispetto alle storie tra colleghi.

Primo: come viene appresa l’esistenza della relazione (gossip o dichiarazione aperta). Reagiamo positivamente quando i protagonisti ci comunicano che hanno un flirt. Al contrario, abbiamo reazioni negative se veniamo a saperlo da altri oppure quando li cogliamo sul fatto. Meglio essere onesti piuttosto che farsi beccare a sbaciucchiarsi nel parcheggio.

Secondo: la considerazione nei confronti dei protagonisti (simpatia o antipatia). Il modo in cui valutiamo gli amanti influisce sul giudizio che daremo al flirt. Stai sorseggiando il caffè davanti al distributore automatico e vieni a sapere che la ‘gattamorta’ ha una storia col Piero. A parte l’ingiustizia divina (pure tu ci avevi fatto un pensierino al Piero) la lancetta della simpatia crolla: non sopporti più quei due. Nel caso in cui uno dei protagonisti sia il capo, le reazioni negative sono peggiori. Scoprire attraverso un pettegolezzo che il boss ha una relazione con una collega lo rende meno credibile. E perdere la fiducia nel leader comporta effetti devastanti.

Terzo: il contesto culturale dell’azienda (morbido o rigido). Quando non esiste una esplicita politica sociale rispetto alle storie tra colleghi si tende ad avere un atteggiamento più orientato all’accettazione. Al contrario, in ambienti professionali rigidi e formali, con policy ben definite, si è portati a considerare la relazione tra colleghi come inappropriata.

La relazione può essere temporanea, mentre il giudizio negativo – che si trasforma spesso in un atteggiamento ambivalente e ostile nei nostri confronti – tende a radicarsi stabilmente nel gruppo di lavoro. Il che rende tutto controproducente per l’azienda e faticoso per noi. Per non parlare dell’impatto sulla motivazione dei colleghi che hanno rotto e che ogni giorno devono recarsi sul posto di lavoro, vincendo l’imbarazzo di dover incontrare il Piero.

 

di Daniel Bulla

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