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Il rumore della propaganda di Putin

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Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Demoscopico Noto, il 5% degli italiani crede alla ricostruzione di Putin sulla strage di Mosca. Quote risibili in termini assoluti, ma politicamente rilevanti e trasversali

Il rumore della propaganda di Putin

Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Demoscopico Noto, il 5% degli italiani crede alla ricostruzione di Putin sulla strage di Mosca. Quote risibili in termini assoluti, ma politicamente rilevanti e trasversali

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Il rumore della propaganda di Putin

Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Demoscopico Noto, il 5% degli italiani crede alla ricostruzione di Putin sulla strage di Mosca. Quote risibili in termini assoluti, ma politicamente rilevanti e trasversali

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Il sondaggio è recente e soprattutto interessante: secondo i dati raccolti dall’Istituto Demoscopico Noto, solo il 5% degli italiani mostra di credere alla ricostruzione di Vladimir Putin della strage di Mosca. Come dire nessuno o quasi. Un “nessuno“ molto rumoroso, però. Vi basti andare a rivedere quanto da me scritto al riguardo e i relativi commenti. A leggerli, sembra una massa imponente, se non direttamente la maggioranza o qualcosa che ci si avvicini molto. Invece, sempre stando al medesimo sondaggio di Noto, stiamo parlando di una risicatissima minoranza di italiani: quella disposta ad accettare le baggianate che piovono dal Cremlino.

Eppure, quell’assoluta risicata minoranza ha due caratteristiche da tenere bene in mente: una capacità di penetrazione, “disturbo“ e convincimento decisamente superiore alle sue reali dimensioni e il forte radicamento in determinati elettorati. Quanto a questi ultimi, non sono certo una sorpresa, e si ritrovano in Lega e Movimento Cinque Stelle su tutti. Antiche amicizie e vicinanze che tornano sempre all’occorrenza…

Quote risibili in termini assoluti, ma politicamente rilevanti e trasversali. Capaci di provocare effetti che ben conosciamo nel dibattito quotidiano sulla guerra d’aggressione russa all’Ucraina. Ulteriore elemento, la fortuna mediatica di certe posizioni che la stragrande maggioranza degli italiani bolla come improponibili, ma che ripetute ossessivamente negli spettacoli televisivi montati ad arte acquistano una rilevanza e una credibilità spropositate.

Non ci stancheremo mai di ribadirlo, ma abbiamo a che fare con un curioso mix di “utili idioti“ e veri e propri agenti con uno scopo comune: intorpidire le acque e destabilizzare l’opinione pubblica dei Paesi occidentali. È una storia vecchia, che affonda le radici nell’epoca sovietica, quella degli “utili idioti“ appunto. Oggi è cambiato il contesto, ma le meccaniche sono le stesse. Le parole d’ordine arrivano dal Cremlino, in un continuo stop and go di minacce e lusinghe, cui segue con stupefacente regolarità la narrazione “casalinga“.

Non ci crede praticamente nessuno, ma paradossalmente funziona. 

Di Fulvio Giuliani

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