La meglio gioventù: Mattarella nomina 29 “Alfieri della Repubblica”
Sono 29 i nuovi “Alfieri della Repubblica” nominati oggi dal Presidente Mattarella al Quirinale. L’onorificenza premia i giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato o in azioni eroiche, altruistiche o solidali
La meglio gioventù: Mattarella nomina 29 “Alfieri della Repubblica”
Sono 29 i nuovi “Alfieri della Repubblica” nominati oggi dal Presidente Mattarella al Quirinale. L’onorificenza premia i giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato o in azioni eroiche, altruistiche o solidali
La meglio gioventù: Mattarella nomina 29 “Alfieri della Repubblica”
Sono 29 i nuovi “Alfieri della Repubblica” nominati oggi dal Presidente Mattarella al Quirinale. L’onorificenza premia i giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato o in azioni eroiche, altruistiche o solidali
Sono 29 i nuovi “Alfieri della Repubblica” nominati oggi dal Presidente Mattarella al Quirinale. Anche per il 2024 (i premi si riferiscono all’anno passato) l’onorificenza premia i giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato. Ma anche quelli che abbiano compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Quest’anno, infatti, il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti è «Nuove vie per la solidarietà».
Gli “Alfieri della Repubblica” sono ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali. Con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di tante persone. C’è anche chi usa la scrittura come strumento di cambiamento sociale. O chi è attivo nel valore universale dello sport, uno strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica. E poi giovani che si sono distinti per gesti “eroici”, per la promozione della cultura della legalità. Senza dimenticare poi i tanti volontari che si spendono per i più vulnerabili, tutti portatori di storie degne di essere raccontate e, in molti casi, straordinarie.
I primi “Alfieri della Repubblica” furono insigniti del titolo nel 2010, quando il Quirinale istituì questo riconoscimento. L’attestato è da allora conferito ogni anno a un massimo di 30 giovani minorenni. Possono essere insigniti sia italiani sia stranieri residenti, purché «siano nati nel nostro Paese o abbiano frequentato con profitto le scuole italiane per almeno 5 anni». Il criterio di scelta prevede una selezione di quei ragazzi che «per comportamento o attitudini», rappresentino un modello di buon cittadino, essendosi distinti «nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato» oppure che «abbiano compiuto atti o adottato comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà».
Questi, dunque, i nomi dei nuovi “Alfieri della Repubblica”:
Maddalena Albiero, classe 2007. “Per essere riuscita, con la poesia, a esprimere sentimenti, timori, sogni che sono comuni ai ragazzi della sua età. E per averne anche fatto occasione di crescita dialogando e coinvolgendo tanti altri giovani”.
Giada Baltieri, classe 2008. “Per il coraggio con cui affronta l’osteogenesi imperfetta, malattia genetica rara e tuttora poco conosciuta. Anche grazie al suo sorriso e alla sua energia è diventata la mascotte di un importante evento sportivo a sostegno della ricerca”.
Michele Barbatelli, classe 2006. “Per la continuità nell’impegno come volontario a favore del suo paese. Una testimonianza della resilienza delle comunità che popolano i borghi italiani”.
Niccolò Bartolacelli, classe 2006. “Per aver posto la propria abilità informatica a servizio di una preziosa utilità sociale: un programma che facilita anche per i dislessici la lettura di uno spartito musicale”.
Tommaso Caligari, classe 2006. “Per aver ideato un dispositivo di intelligenza artificiale che consente la diagnosi precoce del morbo di Parkinson. Grande è la sua passione per la tecnologia ma forte è anche la sua sensibilità sociale”
Angela Calise, classe 2005. “Per aver affrontato con coraggio e maturità le difficoltà familiari e personali da cui è stata segnata. Il dolore non l’ha imprigionata ma anzi l’ha resa vitale e generosa, sempre disponibile verso gli altri”.
Gabriele Ciancuto, classe 2011. “Per la spontaneità, e al tempo stesso la tenacia, con cui prova ad appassionare i più piccoli alla scienza. Ha scritto libri rivolti ai bambini, in cui tratta con linguaggio semplice materie e argomenti impegnativi”.
Sara Cozzolino, classe 2007. “Per la generosità con cui ha deciso di condividere le sue abilità sportive nel taekwondo allenando bambini con disabilità che abitano nel suo quartiere. Il valore di inclusività dello sport può diventare un potente strumento di trasformazione sociale”.
Francesco De Marco, classe 2006. “Per aver soccorso una coppia di coniugi che rischiava di annegare. Il salvataggio ha richiesto coraggio e tempismo viste le cattive condizione del mare”.
Giorgia Fabris, classe 2010. “Per la naturalezza con cui offre amicizia e sostegno a compagni in difficoltà. Il suo supporto generoso contribuisce in modo fattivo all’accoglienza e all’integrazione”.
Camilla Aurora Fanelli, classe 2004. “Per il costante impegno di volontaria all’interno di un istituto penitenziario. Testimone di solidarietà nelle vesti di allenatrice di una squadra di pallavolo di detenuti”.
Riccardo Folli Ruani, classe 2011. “Per essere stato capace di trasformare, in età così giovane, la propria passione per meduse e spugne marine in un impegno civico per la protezione dell’ecosistema del mare, tanto importante per la salvaguardia stessa del pianeta”.
Erik Kokoshi, classe 2013. “Per la solidarietà e la sensibilità dimostrate leggendo per una vicina di casa non vedente. La naturalezza del suo gesto sottolinea il valore straordinario dell’amicizia, capace di superare qualsiasi barriera, anche quella generazionale”.
Edoardo Levanja, classe 2012. “Per l’impegno di inclusione, generoso e concreto, svolto attraverso la pratica del baskin.”
Samuel Massa, classe 2009. “Per la prontezza con cui ha affrontato il pericolo salvando un capriolo ferito, che era finito in mare. Un gesto coraggioso che esprime rispetto per ogni forma di vita”.
Francesco Mazza, classe 2008. “Per l’impegno di sportivo, di istruttore e di volontario, con il quale è riuscito a trasmettere ai più piccoli i valori migliori appresi praticando il judo”.
Maria Letizia Mello, classe 2006. “Per l’attività di volontariato in favore delle persone anziane e sole della sua comunità. Un impegno cominciato da giovanissima, proseguito nella stagione della pandemia e ancora dopo, ritagliando il tempo negli studi per la carriera militare”.
Beatrice Orlandi, classe 2006. “Per la dedizione e la generosità con cui porta la sua musica nel reparto di oncologia dell’ospedale cittadino, dove le corde della sua arpa accompagnano malati e personale sanitario nelle lunghe giornate di cure”.
Claudia Pais, classe 2006. “Per l’impegno di volontaria che oggi riversa a vantaggio dei ragazzi più piccoli, dopo aver ricevuto aiuto in un periodo difficile della propria vita”.
Bianca Perrone, classe 2013. “Per la tenacia con cui affronta le difficoltà di chi non vede. Con la sua gioia di vivere ha infatti trasformato tanti problemi in punti di forza. Il canale YouTube Bianca, la fata delle farfalle, poi, testimonia il valore irrinunciabile delle diversità”.
Francesco Pratesi, classe 2007. “Per l’entusiasmo e la competenza con cui ha aiutato la Croce Rossa a migliorare i propri servizi, attraverso l’ideazione di un nuovo programma informatico”.
Giulio Prodan, classe 2007. “Per la passione con cui studia la biologia e la generosità con la quale cerca di farla conoscere ai ragazzi più piccoli, servendosi di dimostrazioni semplici e divertenti”
Niccolò Ricci, classe 2009. “Per avere, senza esitazione, praticato una difficile manovra di disostruzione delle vie respiratorie, salvando la vita a una collaboratrice scolastica che rischiava di soffocare”.
Martina Romiti, classe 2006. “Per la determinazione e la grinta con cui cerca di interessare i suoi coetanei sui temi della legalità e del contrasto alle mafie. Il suo impegno civile mira anche a promuovere la partecipazione dei ragazzi in contesti socio-culturali difficili”.
Chiara Runfolo, classe 2008. “Per la tenacia con la quale si fa interprete, nel suo quartiere, di istanze sociali e per l’impegno a fianco dei bambini che segue dopo la scuola”.
Serena Simonato, classe 2006. “Per l’aiuto, maturo e concreto, che presta alle persone senzatetto. La sua capacità di ascolto e di accoglienza dei più vulnerabili le ha permesso di diventare un esempio per altri volontari”.
Diego Vergani, classe 2010. “Per la forza d’animo con cui sta affrontando la malattia. La grande passione per la musica è diventata energia che alimenta la sua resilienza”.
Marta Virdis, classe 2005. “Per la generosità e la forza del suo impegno di volontaria. L’energia con cui si prodiga per i più fragili è infatti contagiosa e costituisce un traino nella comunità”.
Davide Zilli, classe 2011. “Per aver inventato un dispositivo capace di fornire assistenza nella ricarica degli impianti cocleari. L’ideazione gli è poi valsa un importante riconoscimento internazionale”.
Di Giorgio Patto
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