La pesca della discordia nello spot Esselunga
| Società
Lo spot Esselunga, con una tenera bimba che tenta di riconciliare i genitori separati attraverso una pesca, sta facendo discutere e dividere i social
La pesca della discordia nello spot Esselunga
Lo spot Esselunga, con una tenera bimba che tenta di riconciliare i genitori separati attraverso una pesca, sta facendo discutere e dividere i social
| Società
La pesca della discordia nello spot Esselunga
Lo spot Esselunga, con una tenera bimba che tenta di riconciliare i genitori separati attraverso una pesca, sta facendo discutere e dividere i social
| Società
AUTORE: Raffaela Mercurio
Un tempo era la mela il frutto della discordia. Oggi invece è diventata una pesca, rossa e succosa, come quella che la bambina del nuovo spot Esselunga acquista al supermercato per il padre fingendo sia un regalo da parte della mamma, entrambi separati.
Un tenero gesto d’innocenza o una velata forzatura verso il concetto di “famiglia tradizionale”? Come per altri prodotti culturali odierni, anche questo spot è passato al vaglio del giudizio insindacabile degli utenti social, spaccandoli in due fazioni: gli emotivi, quelli che non vedono doppi fini nel messaggio di Esselunga e quelli che ne sottolineano il moralismo spicciolo, il distacco dalla realtà, sottolineando come, ad una prima visione, pensavano di essersi addirittura imbattuti in uno spot ministeriale.
La verità è che al giorno d’oggi comunicare e farsi capire è sempre più difficile. Non si può negare che, in termini assoluti, non tutti i figli dei genitori separati si augurano una riconciliazione, che la stessa non avviene quasi mai attraverso una pesca, che un figlio non può e non dev’essere un collante fra due persone che non si amano più. L’importante è che quell’amore non venga sottratto ai figli.
Ma è anche una verità che l’innocenza dei bambini può arrivare a questo e molto altro e che un’azienda, leader nella GDO in Italia, non auspica a candidarsi alle prossime elezioni, non ha il potere di cambiare la società e neanche quello di registrarne a tutti i costi i cambiamenti senza scontentare nessuno. Il marketing funziona quando tocca delle corde emotive e questo spot, nel bene come nel male, ha fatto centro.
Lo abbiamo già visto con Renatino del criticato spot pro-sfruttamento lavorativo di Parmigiano Reggiano, con la campagna pubblicitaria sul volontariato culturale a Parma (con tanto di pugno sul tavolo e un pugno di mosche anziché di soldi in senso figurato dall’altro), e ora con la pesca di Esselunga. Il nuovo frutto della discordia.
di Raffaela Mercurio
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
I nuovi criteri di valutazione adottati per la maturità
07 Aprile 2026
La nuova “Griglia di valutazione dell’orale della Maturità 2026”, il parere di una docente con 36…
Codice Ateco escort ed evasione del fisco
05 Aprile 2026
Dall’introduzione del codice Ateco (96.99.92) per chi nella vita fa quel lavoro che non sparirà ma…
Papa Leone XIV: “Chi ha armi le deponga, chi ha potere scelga la pace”
05 Aprile 2026
Il Papa lancia un appello diretto ai leader del mondo chiedendo di fermare i conflitti e scegliere…
I Phd del Sud vanno al Nord, quelli del Nord vanno all’estero
01 Aprile 2026
Vale la pena fare un Phd? Al momento, il dottorato, sembra un percorso esclusivo per chi già può p…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.