L’ignoranza dei tromboni social
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La vicenda di Nirmal Purja, il ‘Re degli 8000’ insultato da haters ignoranti, ricorda a quali rischi siamo costantemente esposti nel mondo dei social.
L’ignoranza dei tromboni social
La vicenda di Nirmal Purja, il ‘Re degli 8000’ insultato da haters ignoranti, ricorda a quali rischi siamo costantemente esposti nel mondo dei social.
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L’ignoranza dei tromboni social
La vicenda di Nirmal Purja, il ‘Re degli 8000’ insultato da haters ignoranti, ricorda a quali rischi siamo costantemente esposti nel mondo dei social.
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Solo nel fantastico mondo dell’ignoranza e tracotanza dei social il ‘Re degli 8000’ poteva passare per un incauto escursionista della domenica.
Nirmal Purja, nepalese, l’uomo che ha scalato i 14 ‘ottomila’ della terra in sette mesi, è transitato negli ultimi giorni dall’Italia e si è fatto immortalare agli ‘appena’ 4554 metri della Capanna Margherita. Davanti allo storico rifugio sul Monte Rosa, Purja indossava pantaloni tecnici alle caviglie e scarpe da ginnastica.
Apriti cielo! Non riconosciuto dalle bestie da tastiera, è partita la giostra degli insulti: i pantaloni sono diventati bermuda e le scarpe ciabatte. Quanti agli haters, tutti novelli Reinhol Messner (de noantri). Il caso ha del paradossale e del tragicamente comico, ma ricorda anche a quali rischi siamo tutti esposti ogni giorno.
Pur cercando di argomentare, ragionare, spiegare – nel rispetto degli altri e di idee che restiamo liberi di non accettare e criticare – la fretta di giudicare può perderci in ogni momento. Quell’insana voglia di essere i primi a dire qualcosa di intelligente (?) spinge soprattutto i meno preparati e più aggressivi ad assalire chiunque appaia un obiettivo facile. Mai come in rete, in ognuno può nascondersi un trombone e lo abbiamo sottolineato ieri sera nel quarto appuntamento di ‘Voci e storie a Porto Cervo’, ospite Mario Giordano e il suo ‘Tromboni’.
Dei social non fa paura la volgarità e l’esibizionismo in quanto tali, ma la mostruosa superficialità di troppi. Alimentata da quell’idea – mai abbastanza maledetta – che preparazione, cultura ed esperienza debbano per forza nascondere qualcosa.
È la benzina del trionfo del qualunquismo più sfrenato in politica e nelle arene-social. Una schifezza immonda, che ieri ha triturato anche il più grande alpinista in attività, messo alla gogna da gente che al massimo avrà salito le scale di casa.
State pur certi, peraltro, che dopo le peggiori figure riprenderanno a sparare baggianate come se nulla fosse. Perché loro non sono ‘mainstream’ e non sono venduti ai ‘poteri forti’. Si limitano a scrivere allegramente stupidaggini siderali.
Di Fulvio Giuliani
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