Nelle scarpe degli altri
| Società
Cresce il bisogno di condivisione e di iniziative che promuovono l’empatia dopo che la pandemia ha allontanato inevitabilmente le persone. Alcune idee per provare a mettersi nei panni degli altri e abbattere gli stereotipi.
Nelle scarpe degli altri
Cresce il bisogno di condivisione e di iniziative che promuovono l’empatia dopo che la pandemia ha allontanato inevitabilmente le persone. Alcune idee per provare a mettersi nei panni degli altri e abbattere gli stereotipi.
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Nelle scarpe degli altri
Cresce il bisogno di condivisione e di iniziative che promuovono l’empatia dopo che la pandemia ha allontanato inevitabilmente le persone. Alcune idee per provare a mettersi nei panni degli altri e abbattere gli stereotipi.
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AUTORE: Claudia Burgio
Non libri da sfogliare ma persone. Sono le Biblioteche Umane, The Human Library, è un’ organizzazione no profit con sede a Copenaghen, in Danimarca, fondata negli anni 2000 e diffusa oggi in più di 80 paesi. In queste librerie la “lettura” consiste in una chiacchierata di mezz’ora con persone che sono state vittime di una qualche forma di pregiudizio da parte della società, come: “transessuale”, “gay,” “disabile”, “persona affetta da disordini alimentari”, “alcolista”, “bipolare”. Sono biografie viventi, raccontate da un essere umano ad un altro.
Si tratta di un modo sicuramente rivoluzionario per abbattere stereotipi, spesso radicati proprio per mancanza di conoscenza, ma anche un modo per attirare le persone nelle biblioteche sempre più deserte. Già prima della pandemia i dati sulle chiusure delle librerie in Italia erano in forte aumento. Il maggior numero è stato registrato dal 2012 al 2017 con 2300 negozi che hanno abbassato le saracinesche, di cui 231 librerie indipendenti. Complici di questo declino, non solo l’ascesa di colossi come Amazon, ma anche la mancanza di investimenti per la digitalizzazione e l’accesso all’e-commerce. Fortunatamente però, i dati dell’ultimo Osservatorio sulle librerie in Italia, realizzato dall’Associazione Librai Italiani, mostrano +48,6% di libri acquistati negli ultimi 6 mesi (2020) rispetto al semestre precedente. “Merito” del Covid, del tanto tempo passato a casa, ma anche delle scelte governative che hanno favorito la lettura, come il bonus cultura rivolto ai neomaggiorenni e la Carta del Docente rivolta agli insegnanti.
Come diceva Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni”. Leggere in fondo è anche questo: poter mettersi nei panni di qualcun altro. Su questo aspetto punta una curiosa iniziativa che non ha a che fare coi libri ma che merita comunque una menzione, perché anche qui si “respira” empatia. È quella pensata dal negozio di scarpe interattivo “Mettiti nelle mie scarpe” che dal 21 al 28 settembre in Piazza XXV Aprile ospiterà un’installazione che si ispira all’opera esperienziale “A mile in my shoes” di Londra, dove esiste un museo dedicato interamente all’empatia.
La maxi-installazione dell’artista Clare Patey permette di calarsi per qualche minuto nei panni di un’altra persona. Sarà possibile accedere ad una gigantesca scatola di scarpe, dove scegliere e indossare un paio di calzature, ascoltando le storie vere dei rispettivi proprietari.
Gli audio sono stati selezionati dalla Fondazione Empatia di Milano, e hanno lo scopo di stimolare proprio l’empatia, una dote non innata, ma una capacità che può essere sviluppata ed allenata.
di Claudia Burgio
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- Tag: società
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