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No ai monopattini sui marciapiedi, sì alle moto

Dal 10 novembre annunciata tolleranza zero per i monopattini che non potranno più sostare sui marciapiedi. Le moto, invece, continueranno a intralciare neomamme e disabili senza che nessuno dica nulla, anche se la legge glielo impedirebbe

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L’utilizzo dei monopattini elettrici in città è un fenomeno ormai diffuso, pratico ed economico che però ha creato diversi disagi per l’incolumità propria ed altrui con conseguenze purtroppo anche fatali. 

Nel nuovo decreto Legge infrastrutture e trasporti in vigore dal 10 novembre troviamo un punto che vale la pena approfondire perché fonte di disagio e nervosismo per milioni di persone in tutte le città d’Italia: il parcheggio. 

In particolar modo, le nuove regole si sono concentrate nell’affrontare il problema del parcheggio selvaggio dei monopattini sui marciapiedi, che ora potranno sostare solo in determinate zone a loro dedicate.

La normativa per parcheggiare il monopattino finalmente è molto chiara e incontrovertibile. Tolleranza zero verso chi non rispetta le regole. Eppure la stessa propensione non c’è per moto e scooter, per cui pure la normativa è altrettanto chiara. Come mai a loro viene concesso di parcheggiare ovunque senza incorrere in contravvenzioni?

Gli scooter e le moto sono da sempre molto diffusi in città perché anch’esse pratiche e di facile posteggio. In Italia ACI ha dichiarato i dati del parco motocicli degli italiani per il 2019: Registrando un +1,7% per un totale di 6.896.048 unità.

Le due ruote vengono parcheggiati ovunque senza badare alla specifica segnaletica eppure l’articolo 158 comma 1 lettera H è cristallino: “la fermata e la sosta (dei veicoli) sono vietate sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione”. La norma non fa distinzione tra auto e moto, per cui riguarda entrambe e quindi anche motocicli e ciclomotori. 

Il codice parla chiaro: non si può parcheggiare la moto sul marciapiede ad eccetto che ci sia una spazio molto grande e non derivino ostacoli alla circolazione dei pedoni. Il Comune può quindi permettere la sosta delle moto installando l’apposita segnaletica verticale – cartello stradale con la lettera P ed eventualmente il simbolo della moto – e orizzontale attraverso le strisce di posteggio. In questo caso il parcheggio sui marciapiedi è consentito, in tutti gli altri casi no. La sosta vietata è punita con una multa da 41 a 168 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. La sanzione si applica per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.

La maggior parte dei pedoni può cavarsela con qualche slalom alla Lionel Messi, ma la cosa è differente per le mamme con passeggini e carrozzine gli anziani con bastoni e deambulatori o le persone diversamente abili che oltre alle difficoltà dovute alle barriere architettoniche devono subire il poco rispetto ed inciviltà dei trasgressori. Fretta e stress da difficoltà da parcheggio non sono giustificazioni sufficienti, serve buon senso, una sensibilità per il prossimo che non sia motivata semplicemente dal timore di dover pagare una multa. 

Nemmeno questo deterrente è sufficiente a disincentivare quegli incivili che ancora parcheggiano sul marciapiede senza curarsi degli altri. Per quanto riguarda le auto, per esempio, lo Stato ha dovuto raddoppiare la multa per chi parcheggia nelle aree apposite per gli invalidi. Multe e sanzioni da 84 a 335 €, decurtazione di 2 punti dalla patente, oltre alla contestazione, in taluni casi, del reato di violenza privata. Una mancanza di rispetto inammissibile non solo verso chi ha problemi motori e non può ammettere alcun tipo di giustificazione ma verso chi le regole le rispetta a prescindere perchè ha a cuore il decoro della propria città. Chi viaggia spesso all’estero si accorge subito della differenza passeggiando per le vie di una grande città: Londra, Parigi, New York hanno marciapiedi liberi da auto e moto. Duole ammetterlo.

di Marco Mauri

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