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“Per sempre no”, in Italia sempre più allergici alla coppia. Oltre un terzo delle persone è single

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Mentre la curva della natalità è ormai in caduta libera ce n’è un’altra che anno dopo anno si sta impennando: quella dei single. Chi forzatamente, chi per scelta, poco cambia: non ci si sposa più ma nemmeno si vuole stare più in coppia

“Per sempre no”, in Italia sempre più allergici alla coppia. Oltre un terzo delle persone è single

Mentre la curva della natalità è ormai in caduta libera ce n’è un’altra che anno dopo anno si sta impennando: quella dei single. Chi forzatamente, chi per scelta, poco cambia: non ci si sposa più ma nemmeno si vuole stare più in coppia

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“Per sempre no”, in Italia sempre più allergici alla coppia. Oltre un terzo delle persone è single

Mentre la curva della natalità è ormai in caduta libera ce n’è un’altra che anno dopo anno si sta impennando: quella dei single. Chi forzatamente, chi per scelta, poco cambia: non ci si sposa più ma nemmeno si vuole stare più in coppia

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In Italia si fanno sempre meno figli tanto che imbattersi in una donna col pancione è diventato un evento degno di nota. Non si tratta solo di una percezione diffusa ma sono anche i numeri a ricordarcelo con una preoccupante curva ormai in caduta libera. Ma il tema della denatalità si accompagna a un altro fenomeno che, questo sì, è in crescita: quello dei single. Pare che nessuno abbia più desiderio di stare in coppia. Stando agli ultimi dati Istat disponibili tra il 2023 e il 2024 oltre un terzo delle famiglie era composta da persone sole. Il più delle volte si tratta di donne sole che sopravvivono ai loro mariti perché – si sa – le signore vivono a più a lungo e prima di risposarsi ci pensano non una ma cento volte. 

A tal proposito in Italia non ci si sposa nemmeno più: nel 2023 i matrimoni celebrati sono stati appena 3,1 ogni 1000 abitanti. Solo la Slovenia ha un tasso di nuzialità più basso in Europa. 

Ma fra tutti il dato che più colpisce è quello relativo alla quota di chi vive solo e si può definire tutt’altro che anziano: un dato che è pressoché raddoppiato rispetto ai primi anni 2000. Alla base c’è una certa instabilità coniugale – tanto che oggi si parla di “divorzio facile” – ma anche un cambiamento culturale in atto che non si può negare: il desiderio di libertà, la volontà di non impegnarsi, un’abitudine ormai consolidata a vivere da soli. Risultato? I single non vedovi sono circa 6,3 milioni per l’esattezza e rappresentano una famiglia su quattro. 

Poi ci sono anche le famiglie di un solo genitore con figli che rappresentano quasi una famiglia su 10 (rientrano in questa casistica anche i monogenitori che sono single non vedovi e che sono quasi il doppio rispetto a vent’anni fa). 

Insomma single per scelta, per forza, perché delusi dopo dei fallimenti, poco cambia: l’Italia sembra proprio un Paese destinato ad avere sempre più single anche se, come dice un saggio detto, “meglio soli che male accompagnati”.

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