Premio Women in Finance: la finanza è sempre più donna
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AUTORE: Ilaria Cuzzolin
Fare squadra, perseverare, non rinunciare alla propria femminilità e studiare, naturalmente. Sono questi i consigli che le cinque manager premiate nel corso della terza edizione di Women in Finance – premio organizzato dall’Ambasciata britannica con Freshfields Bruckhaus Deringer e Lener&Partners, in collaborazione con Borsa Italiana – si sentono di dare alle giovani promesse della finanza. Le vincitrici nella rispettiva categoria sono state:
- Giovanna Della Posta, AD di Invimit Spa nella categoria Fund Manager of the Year
- Paola Corna Pellegrini, AD di Allianz Partners come Insurer of the Year,
- Alessandra Genco (Leonardo) come CFO of the Year
- Liliana Fratini Passi, direttore generale di CBI Woman in Fintech
- Anna Tavano (Hsbc Europe), Banker of the Year
Le quote rosa, se non avessero tenuto conto del merito, si sarebbero tramutate in un boomerang per le donne stesse.
La legge ha solo tagliato il nastro di partenza, dopodiché sono state le donne con le loro capacità indiscutibili a tracciare il sentiero: vanno meglio a scuola, si laureano prima degli uomini, sono per natura (e per dovere) più precise e responsabili. Arriverà il giorno in cui anche loro siederanno nei tavoli che contano senza che lo imponga una legge. In un Paese che resta a livello europeo tra più ritardatari sulla parità di genere in ambito lavorativo. Nel campo della finanza le donne, che fino a qualche anno fa erano delle mosche bianche, coprono sempre più spesso ruoli strategici. Se ne sono accorte le aziende e lo ha confermato anche una recente ricerca condotta da MCKinsey, Diversity Matters, che ha dimostrato come le società con una presenza proporzionata tra uomini e donne siano finanziariamente più performanti. Tutto passa dal merito, soprattutto all’interno delle banche, dove più che mai bisogna fare delle scelte coraggiose anche scomode a volte. Con queste premesse, premi come Women in Finance sono oro perchè creano dei modelli di riferimento per le nuove generazioni e occasione di networkig, campo in cui le donne sono meno brave. Gli uomini fanno poca fatica a trovare un terreno comune in cui riconoscersi: a volte basta una macchinetta del caffè e una partita di pallone. Le donne, al contrario, quel poco di tempo di libero lo dedicano alla famiglia, altro tasto dolente quando si parla di carriera al femminile. Eppure molte delle vincitrici del contest, pur con tanti sacrifici, non hanno rinunciato alla maternità. Fra tutte le più fortunate sembrano essere quelle che lavorano in Zurich Italia, premiata nella categoria “Diversity Management”. Nel board della compagnia di assicurazione maschi e femmine sono equamente rappresentati e per i genitori il congedo parentale arriva a sei settimane. Negli occhi di tutte le donne premiate non c’era la spocchia di chi sa di avercela fatta ma si coglieva una dolcezza tipicamente femminile, punto di forza che le rende indispensabili in ambito decisionale. Loro tutte lo hanno capito bene che la femminilità non è un handicap ma un valore aggiunto, anche quando si stringe tra le mani lo scettro del potere. Ora pare lo stiano capendo anche gli uomini.La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
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