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Rimossa l’ultima cabina telefonica a New York

La cabina telefonica rimane un ricordo. Brevettata nel 1889 ha colpito in profondità l’immaginario collettivo, dal 2019 il Codice europeo ha smesso di considerare i telefoni pubblici un “servizio universale”.

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E adesso dove si cambierà Clark Kent per diventare Superman? Con una cerimonia a Manhattan alla presenza di autorità locali e cittadini curiosi, lunedì scorso è stata rimossa l’ultima cabina telefonica ancora in funzione a New York. Stava all’angolo tra la 7th Avenue e la 50th Street ed è stata trasferita al Museo della Città di New York, parte di una mostra che ricorda la nostra vita quotidiana prima dell’avvento dei computer.

Una macchina del tempo mascherata da cabina telefonica serviva per viaggiare nei secoli al Dottor Who della famosa serie tv della Bbc, come d’altronde si faceva nel film e nella successiva serie tv Usa “Bill & Ted’s Excellent Adventure”. Una cabina telefonica nascondeva invece l’ingresso a un Servizio segreto nei titoli di testa della commedia satirica televisiva degli anni Sessanta “Get Smart” mentre costituiva l’accesso segreto al Ministero della Magia in “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”. Si trasformava invece nell’astronave con cui Paperino veniva rapito dagli alieni in “The Flying Phone Booth”, una storia del luglio 1968 di Vic Lockman e Tony Strobl, che in italiano veniva non solo tradotta come “Paperino eroe nazionale” ma anche messa con un suo disegno sulla copertina del numero di “Topolino” del 3 novembre 1968. Esistono pure un inquietante cortometraggio spagnolo del 1972 su un uomo intrappolato in una cabina telefonica e un film americano del 2002 in cui un uomo in una cabina telefonica viene preso di mira da un cecchino.

Insomma, la postazione con il telefono pubblico ha colpito l’immaginario collettivo in profondità sin da quando fu brevettata nel 1889 in Inghilterra. A farlo fu William Gray, dopo che sua moglie era stata colta da un malore e nessuno nei dintorni gli aveva lasciato usare il proprio telefono di casa. Gray aprì una sua azienda e cominciò a installare questi apparecchi in molte città, ma l’iconica cabina rossa londinese risale al 1924 mentre in Italia il primo esemplare venne installato il 10 febbraio 1952 in Piazza San Babila a Milano.

Matthew Fraser, commissioner del progetto del sindaco di New York Bill de Blasio per introdurre chioschi hotspot che offrono wi-fi e chiamate gratuite, spiegò nel 2015 che «proprio come siamo passati dal cavallo all’automobile e dall’automobile all’aeroplano, il progresso digitale delle comunicazioni ci ha permesso di transitare dai telefoni pubblici ai chioschi wi-fi». Trattate ormai alla stregua di cimeli del passato, quattro cabine chiuse saranno adesso lasciate sulla West End Avenue, sempre a Manhattan. Ofcom, l’autorità regolatrice per le telecomunicazioni del Regno Unito, ha invece annunciato che 5mila cabine telefoniche saranno protette da apposite disposizioni perché considerate ancora essenziali nonostante la oramai universale diffusione degli smartphone. Tim rende noto che in Italia ne esistono tuttora 40mila, di cui circa 18mila funzionanti. Ben poche vengono però utilizzate.

Dal 2019 il Codice europeo per le comunicazioni elettroniche ha smesso di considerare i telefoni pubblici un “servizio universale”. La Tim è però tenuta ad affiggere all’esterno della postazione da rimuovere un cartello contenente il relativo avviso e una serie d’informazioni, tra cui la data in cui avverrà la dismissione. Utenti singoli o associati ed enti interessati possono a quel punto opporsi con apposita istanza alla Direzione tutela dei consumatori. Le ultime 1.929 dismissioni sono avvenute nel 2019.

Di Maurizio Stefanini

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